18 feb 2022

Ucraina, Biden e leader Ue chiedono de-escalation: "Pronti a imporre costi massicci"

Bombe sul Donbass e a Donetsk. Ribelli evacuano civili. Lavrov: "Preoccupa l'uso di armi proibite". Kiev denuncia provocazioni: "Occidente reagisca"

Roma, 18 febbraio 2022 - Sale di ora in ora la tensione sulla crisi in Ucraina. L'epicentro è sempre nel Donbass, nell'est del Paese, dove la tregua non è fondamentalmente mai esistita. Oggi si segnalano nuovi bombardamenti sul Lugansk, con i separatisti che ordinano l'evacuazione dei civili e lanciano un appello a tutti gli uomini per imbracciare le armi e difendera la sedicente Repubblica Popolare. L'agenzia russa Ria Novosti ha invece riferito di un'esplosione, un'autobomba, nei pressi di un edificio del governato separatista a Donetsk, nell'area contesa al confine. E il capo delle milizie della Repubblica popolare di Donetsk, Denis Sinenkov, ha confermato che l'auto era sua, assicurando che sta "bene". Un incidente che avviene proprio dopo i timori, circolati nelle ultime ore, che ci potesse essere un 'casus belli' che inneschi la reazione militare russa.

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Da parte sua il Cremlino si dice "molto preoccupato" per gli scontri, Putin dichiara che "la situazione sta peggiorando". "Propaganda di guerra", la bolla oggi Maria Zakharova, portavoce del ministero degli esteri russo. I "dati dell'intelligence" americani, scrive su Telegram, testimoniano il fallimento dei servizi di intelligence statunitensi".

Ma il ministero degli Esteri a Kiev ha chiesto alla comunità internazionale di condannare quelle considera "provocazioni". "La Federazione russa - ha fatto sapere un portavoce - ha avviato una campagna di disinformazione, aumenta i bombardamenti delle postazioni ucraine e delle infrastrutture civili con armi vietate dagli accordi di Minsk. La mancanza di una reazione adeguata o una posizione neutrale non farà che alimentare l'escalation". E la strada diplomatica va avanti. Sulla crisi in Ucraina si è tenuta una videoconferenza del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, con i leader europei, il segretario generale della Nato e i vertici delle istituzioni Ue. In collegamento anche Mario Draghi. Gli alleati concordano sul fatto che il "pericolo di un attacco russo all'Ucraina sia molto reale" e, ha aggiunto il presidente Usa, "siamo pronti a imporre costi massicci alla Russia se dovesse scegliere un ulteriore conflitto". "Le truppe russe attaccheranno - ne è convinto Biden - anche la capitale dell'Ucraina, Kiev". Intanto domenica, rende noto l'Eliseo, Macron inconterà Putin. Il giorno prima, sabato, è previsto un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. 

Sommario

Truppe ucraine al confine con la Russia (Ansa)
Truppe ucraine al confine con la Russia (Ansa)

La situazione nel Donbass

Secondo il Centro di comando congiunto ucraino, dalla mezzanotte alle 9 di questa mattina sono state registrate 20 violazioni, mentre secondo i ribelli le forze di Kiev hanno sparato 27 volte nel Lugansk. Ed è di stamattina la notizia che bombardamenti sono in corso nell'est del Paese, con colpi d'artiglieria esplosi vicino al villaggio di Stanytsia Luganska dove ieri è stato colpito un asilo nido. I separatisti accusano Kiev di aver aperto il fuoco "30 volte" contro il territorio. La tensione cresce di ora in ora, i leader dei ribelli di Donetsk hanno ordinato l'evacuazione dei civili verso la Russia. Il capo della Repubblica popolare di Lugansk ha fatto appello "a tutti gli uomini" pronti ad imbracciare le armi perché difendano l'entità separatista. Mosca dal canto suo si dice "allarmata da notizie" relative al forte aumento dei bombardamenti, con il ministro degli Esteri russo Lavrov che paventa "l'uso di armi proibite dagli accordi di Minsk". Ieri il segrestario di Stato Usa Blinken ha sostenuto che le armi chimiche potrebbero essere il pretesto utilizzato da Mosca per sferrare l'attacco. 

Le mosse di Mosca

Nel frattempo, Putin mostra i muscoli. La Russia ha annunciato che domani effettuerà, sotto la supervisione del presidente, manovre delle sue "forze strategiche", in particolare con il lancio di missili balistici e da crociera. Verrà simulato anche un "attacco nucleare". Secondo il portavoce del Cremlino Peskov "si tratta di un processo di addestramento abbastanza regolare" che viene "preceduto da tutta una serie di notifiche a vari Paesi". Sono manovre  "chiaramente regolamentate e nessuno solleva domande o preoccupazioni". Parallelamente prosegue il il ritorno "alle basi permanenti" di carri armati, mezzi blindati e personale militare dopo la conclusione delle previste "esercitazioni" alla frontiera. Mosca non chiude i canali diplomatici: in programma nelle prossime ore un colloquio telefonico tra il ministro della Difesa russo Serghiei Shoigu e il segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin. Conversazione che si terrà "su iniziativa della parte americana".  

Putin

Oggi ha parlato anche il presidente russo Vladimir Putin, denunciando un "deterioramento" della situazione nel Donbass, est dell'Ucraina. Lo rifersice Interfax.  Il leader del Cremlino ha spiegato che la Russia è pronta a trattative con gli Usa e la Nato sui missili a medio e corto raggio e la trasparenza militare in Europa, ma solo se i colloqui includono le richieste di garanzie sulla sicurezza avanzate da Mosca. Secondo Putin l'Occidente troverà una "scusa" per imporre sanzioni alla Russia

La diplomazia

Gli Usa e i Paesi alleati della Nato che hanno partecipato alla 'conference call' sulla crisi ucraina sono "tutti concordi sul fatto che il pericolo di un attacco russo all'Ucraina sia molto reale", è quanto si legge in un comunicato congiunto reso pubblico. Prosegue la via diplomatica e si chiede un'immediata 'descalation'. "L'Ue è impegnata nella diplomazia e unita nel sostenere l'Ucraina", si legge in un tweet del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. "Qualsiasi ulteriore aggressione militare contro l'Ucraina - aggiunge - avrà in risposta enormi conseguenze e costi elevati". "Ho parlato oggi con gli alleati e i partner transatlantici per discutere il rafforzamento militare russo dentro e intorno all'Ucraina - twitta anche Biden -. Abbiamo concordato sul nostro supporto all'Ucraina, di continuare i nostri sforzi diplomatici, e affermato che siamo pronti a imporre costi massicci alla Russia se dovesse scegliere un ulteriore conflitto". E su questa linea la Casa Bianca annuncia inoltre che il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, e il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, si incontreranno il 23 febbraio.

Le truppe ai confini

Ma è giallo intorno al ritiro delle forze russe dai confini ucraini che starebbe procedendo in maniera graduale da giorni. Secondo Kiev il "numero delle forze russe ammassateintorno ai confini dell'Ucraina ha raggiunto le 149.000 unità", sostiene il ministero della Difesa ucraino che quindi non conferma la dichiarazione della parte russa. Il ministro della Difesa Alexei Reznikov ha parlato oggi nel question time dalla tribuna del parlamento. lI ritiro "non sta accadendo", ha detto, aggiungendo che gli scenari sono molteplici, così come le possibili date di un'invasione. Ma "l'esercito ucraino li ha calcolati tutti ed è pronto" ad affrontarli. Anche secondo gli Usa il ritiro delle truppe è un bluff: Washington prevede invece lo spostamento di ulteriori forze russe verso il confine. Lo ha affermato il segretario alla Difesa, Lloyd Austin. "La Russia ha annunciato che sta riportando indietro le sue forze, ma vediamo invece movimenti di altre truppe verso il confine", ha detto Austin a Varsavia, durante l'incontro con il ministro della Difesa polacco, Mariusz Blaszczak. Secondo Michael Carpenter, ambasciatore degli Stati Uniti presso l'Osce le truppe russe conterebbero "tra 169.000 e 190.000 effettivi in Ucraina e nelle vicinanze rispetto ai circa 100.000 del 30 gennaio". 

La mappa

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