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16 feb 2022

Ucraina e Russia, cosa succede ora: "Video del ritiro". La Nato: "Altre truppe in arrivo"

L'ambasciatore russo a Bruxelles: "Nessun attacco". Gran Bretagna: "Valuteremo i fatti".  E si apre il fronte Cina. Vertice Nato, Di Maio a Mosca

16 feb 2022

Roma, 16 febbraio 2022 - Crisi in Ucraina, ultime notizie: nel giorno che qualche scommettitore indicava come la data dell’invasione da parte di Vladimir Putin, rimbalza sui media l’ironia di Vladimir Chizhov, ambasciatore russo presso l’Unione europea. “Le guerre in Europa iniziano raramente di mercoledì”, ha dichiarato Chizhov, dopo aver smentito l’esistenza di un “qualsiasi piano“ per invadere l’Ucraina nelle prossime ore. “Per quanto riguarda la Russia - ha detto il diplomatico - posso assicurarvi che questo mercoledì non ci sarà alcun attacco. Non ci sarà alcuna escalation né nella prossima settimana, né nella settimana successiva, né nel prossimo mese. Se i nostri partner ascoltano le nostre preoccupazioni, il processo di de-escalation seguirà rapidamente. Sarebbe vantaggioso per tutti gli europei e per tutte le altre nazioni del mondo”. Quindi Chizhov ha invitato alla prudenza sul fronte dell’informazione: “Quando si fanno tali affermazioni molto gravi, in particolare contro la Russia, è necessario sostenerle con delle prove. Altrimenti, non sono altro che diffamazione”. 

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Vertice Nato

Ma con il passare delle ore, l'ironia diventa gelo, in casa Nato, al vertice dei ministri della Difesa. "La Russia conserva la capacità di invadere senza preavviso", l'analisi del segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg. Che poi mette in chiaro: "Sono i trenta Paesi alleati della Nato a decidere le adesioni, non è la Russia a decidere chi diventa membro. Si tratta di rispetto del diritto di ogni Paese di scegliere il suo percorso. Ed è uno dei principi della Nato”. Una chiara risposta alle dichiarazioni del cancelliere tedesco, Olaf Scholz, che ieri in conferenza stampa con il presidente russo, Vladimir Putin, aveva evidenziato che l’Ucraina non sarebbe entrata nella Nato finché loro due erano in carica.

"Sul campo ai confini dell'Ucraina non c'è stato nessun cambiamento e non si è verificato alcun ritiro delle truppe russe", chiarisce poi al termine del vertice. Invece i ministri della Difesa hanno "incaricato" l'Alleanza di "valutare la presenza di nuove truppe nell'Europa centrale e orientale". "Una decisione finale a livello di comando della Nato ancora non è stata presa", ma se andrà in questa direzione i battaglioni "stazionerebbero" in Romania e nella regione del Mar Nero. "Il solo fatto che la Russia abbia avuto l'intenzione di ammassare le truppe al confine può richiedere aggiustamenti sul lungo periodo nell'Europa sud-est", puntualizza ancora Stoltenberg.

Cyberattacco

Il Cremlino ha negato qualsiasi responsabilità circa il cyberattacco che ha colpito numerosi siti web del ministero della Difesa ucraino e delle sue forze armate, nonché due banche statali. “Come previsto, l’Ucraina continua a incolpare la Russia per qualunque cosa. La Russia non ha nulla a che vedere con alcun attacco alla rete informatica” ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Allarme Cina

Ma già si apre un altro fonte. La Cina potrebbe approfittare della crisi ucraina per tentare una mossa “provocatoria” in Asia mentre le potenze occidentali sono impegnate a calmare le tensioni con la Russia. Lo ha detto il un generale statunitense Kenneth Wilsbach, comandante dell’aeronautica degli Stati Uniti nel Pacifico. Wilsbach ha sottolineato che il sostegno di Pechino alla Russia nella sua situazione di stallo con l’Occidente sull’Ucraina solleva interrogativi sulle intenzioni della Cina in Asia. La Cina, mentre tutte le attenzioni sono puntate sull’Ucraina, potrebbe sfruttare la situazione per tentare “qualcosa nell’Indo-Pacifico” ha detto. “Non sarebbe sorprendente se (i cinesi) provassero qualcosa che potrebbe essere provocatorio, per vedere come reagisce la comunità internazionale”. Quando la Cina ha dato il suo sostegno alla Russia in una dichiarazione congiunta all’inizio di febbraio contro l’allargamento della Nato in particolare, il generale Wilsbach ha indicato di aver avuto discussioni con collaboratori e altre “entità” nella regione su ciò che ciò comporta. Le forze del generale Wilsbach, con base alle Hawaii, avrebbero un ruolo chiave se scoppiasse un conflitto nel Pacifico.

"Ritiro dalla Crimea"

Nell'ennesimo giorno di tregua armata, il ministero della Difesa russo pubblica un video che mostra carri armati e veicoli militari russi che lasciano la Crimea, annessa da Mosca nel 2014. Il dicastero precisa che alcune truppe torneranno alle loro basi. Lo riferisce l’agenzia Reuters.

Il dispiegamento di truppe aveva alimentato i timori di un’invasione dell’Ucraina. I soldati, ha reso noto il ministero della Difesa in un comunicato, stanno tornando alle loro guarnigioni: la notizia segue un primo ritiro delle truppe russe dai confini dell’Ucraina ieri. 
Ma c’è chi invita alla prudenza. “Prendiamo la Russia in parola, ma giudicheremo Mosca per le sue azioni”, è la valutazione di Ben Wallace, ministro della Difesa britannico, in una intervista a Sky News. Al momento, ha aggiunto il ministro, “non abbiamo alcuna prova del ritiro delle truppe russe” dal confine con l’Ucraina. Per Wallace, inoltre, “non serve a nulla fare speculazioni sulla data di una possibile invasione” dell’Ucraina da parte dei russi.  Esprime cautela anche il capo della diplomazia europea, Josep Borrell, sottolineando che è necessario prima "verificare" il ritiro. Commentando la notizia ai microfoni di radio France Inter, l’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera ha detto che il ritiro, "se fosse vero, senza dubbio" sarebbe un segnale di distensione. Tuttavia ha aggiunto: "Bisogna sempre controllare".

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Di Maio a Mosca

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio si recherà stasera in missione a Mosca per un incontro con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. L’incontro avrà luogo domattina, giovedì 17 febbraio. Lo riferisce la Farnesina in una nota spiegando che la missione del ministro Di Maio, che si svolge all’indomani di quella a Kiev, si inserisce nel quadro dell’azione a tutto campo condotta dall’Italia con gli omologhi europei e con i principali partner internazionali per favorire una soluzione diplomatica alla crisi.

L'appello del presidente ucraino

Insiste sulla pace in diretta televisiva anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Parlando alla nazione, il presidente ha sottolineato che tutti i cittadini sono "uniti da un unico desiderio: vivere, vivere in pace".

"Abbiamo tutto il diritto a affinché questo avvenga - ha detto Zelensky -, perché siamo a casa, siamo in Ucraina. E nessuno amerà la nostra casa nel modo in cui l’amiamo noi. E solo insieme possiamo proteggere la nostra casa". L’appello all’unità del paese da parte di Zelensky giunge il giorno dopo che la Duma di Stato della Federazione Russa riunita in sessione plenaria ha votato a favore del progetto di risoluzione sul riconoscimento delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, una notizia che potrebbe gettare nuova benzina sul fuoco sul fronte della crisi, dando nuovo ossigeno alle istanze separatiste che infiammano vaste aree sotto il controllo di Kiev.
 

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