2 mar 2022

Ucraina Russia, Attali: Putin non va messo all'angolo. "Ue indifesa? Colpa della Merkel"

L'ex consigliere di Mitterand: "Kiev nell'Unione europea? Giusto, ma senza mettere in discussione le procedure. No a colpi di testa"

giovanni serafini
Esteri

“Calmare il gioco, negoziare, discutere. Non umiliare un uomo che non sappiamo come possa reagire. Fargli capire che non è suo interesse continuare il conflitto, che questa guerra è assurda perché sia gli Ucraini che i Russi sono europei.  Difendere e rafforzare, infine, il cambiamento epocale avvenuto in questi giorni, e cioè la presa di coscienza, finalmente, dell’identità europea”. Parla Jacques Attali, per dieci anni consigliere speciale di Mitterrand, fondatore della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Berd), attento osservatore dell’attualità economica, politica e sociale. È ancora possibile un negoziato con Putin dopo i bombardamenti, gli assedi, la minaccia di ricorrere all’arma nucleare? “Certo che è ancora possibile. E comunque si può fare nient’altro. Qualcuno immagina forse di lanciare missili nucleari contro Mosca? Non possono farlo né la Francia né l’Inghilterra, che pure i missili li hanno, meno che mai gli altri paesi europei, che i missili non li hanno. Dunque? Non dobbiamo far altro che negoziare, creare le condizioni per calmare il gioco, ottenere un armistizio per mettere a tacere le armi e arrestare questa guerra stupida. L’Ucraina non ha mai minacciato di diventare un nemico della Russia e la Russia non potrà mai considerare l’Ucraina come un avversario”. Le notizie del 2 febbraio sull'Ucraina: Mariupol senza acqua Il presidente Zelensky ha chiesto che il suo paese entri subito nell’Ue. L’Europa deve accettare? “L’Ucraina ha tutti i diritti di entrare a termine dell’Unione europea, diciamo fra dieci, quindici anni, e anche la Russia avrà il suo posto all’interno dell’Ue. La richiesta dell’Ucraina è giusta, va accettata, ma non a prezzo di rimettere in discussione le procedure. Queste cose non si fanno su un colpo di testa. Debbono essere discusse, bisogna presentare le candidature, constatare che gli altri paesi siano d’accordo, mettere in moto i meccanismi di verifica ...

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