25 feb 2022

Guerra Ucraina, il dramma dei profughi: "In quattro milioni potrebbero fuggire"

La stima dell'Onu e le code di ore ai confini per  scampare al conflitto. La Protezione civile mette a disposizione 200 tende

An elderly woman walks along a road near the Hungarian-Ukrainian border crossing near Beregsurany, Hungary, some 300 km from the Hungarian capital on February 25, 2022, as Ukrainian citizens have started to flee the conflict in their country one day after Russia launched a military attack on neighbouring Ukraine. - As Ukraine braces for a feared Russian invasion, its EU member neighbours are making preparations for a possible influx of hundreds of thousands or even millions of refugees fleeing military action. (Photo by ATTILA KISBENEDEK / AFP)
Guerra Ucraina, il dramma dei profughi

Roma, 25 febbraio 2022 - Guerra Ucraina, le ultime notizie ci raccontano la grande fuga di donne e bambini. Eccole ai confini, le borse con quello che si può portare via dalla vita di prima, i volti assorti, qualche volta piegati al sorriso. La forza delle donne è raccontata anche da questo esodo, mentre gli uomini tra i 18 e i 60 anni restano in patria, il presidente Zelensky di fatto li ha precettati. Ma c'è un sentimento patriottico che non ha bisogno di un decreto per manifestarsi.

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Protezione civile

Intanto l'Italia si organizza. Il Dipartimento della Protezione Civile, attraverso il Meccanismo europeo, metterà a disposizione dell’Ucraina 200 tende da campo per una capacità di 1.000 posti letto. Le tende offerte dall’Italia, assieme agli aiuti umanitari degli altri Paesi membri, serviranno ad offrire assistenza alla popolazione in fuga dalla guerra.

L'esodo

Quattro milioni di persone potrebbero fuggire dall’Ucraina se l’offensiva militare della Russia dovesse continuare a intensificarsi e le Nazioni Unite sono pronte a fornire loro assistenza. Lo ha sottolineato un portavoce dell’Unhcr, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati. Secondo il portavoce, almeno 100mila ucraini hanno già varcato i confini spostandosi nei Paesi vicini come Polonia, Moldova, Slovacchia e anche Russia. Inoltre, ha precisato che l’Unicef sta rafforzando la sua presenza in Moldova, Romania e Polonia, nonché in Ungheria e Slovenia, iniziando ad allestire lungo le vie di fuga rifugi per donne e bambini.
Anche oggi si stanno formando lunghi ingorghi di automobili per lasciare Kiev, la capitale ucraina, in direzione Ovest, secondo Le Figaro, nonostante gli appelli delle autorità a rimanere a casa mentre le truppe ucraine cercano disperatamente di arginare l’avanzata degli invasori russi nella periferia della città.

In coda ai confini

Più di 1.000 ucraini sono arrivati in treno nella città polacca di Przemysl, secondo quanto riferito da responsabili della città. Molti di loro hanno pernottato nella stazione ferroviaria su lettini da campeggio poiché gli hotel sono al completo.  La Polonia ha rinunciato a mettere in quarantena o a richiedere un test Covid negativo per le persone in arrivo dall’Ucraina e istituito nove punti di accoglienza per gli ucraini che attraversano il confine dove possono ricevere cibo, assistenza medica e informazioni. Nel frattempo, l’agenzia di stampa statale Pap ha riferito che migliaia di persone stanno arrivando oggi in auto al valico di frontiera di Medyka provenienti da tutto il Paese per raccogliere persone e parenti che stanno arrivando dall’
Ucraina. La Polonia ospita una grande comunità ucraina. I numeri variano, ma si ritiene che nel Paese vivano tra uno e due milioni di ucraini, sebbene solo mezzo milione sia registrato ai servizi sociali polacchi.

Intanto l’Ungheria ha reso noto che aprirà un corridoio umanitario per i cittadini di Paesi terzi come l’Iran o l’India in fuga dall’Ucraina, facendoli entrare senza visto e portandoli all’aeroporto internazionale più vicino, a Debrecen, ha affermato il ministro degli Esteri ungherese. Peter Szijjarto ha anche affermato in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook che il flusso di persone dall’Ucraina era continuo in cinque valichi di frontiere e che le auto erano in coda per un massimo di tre-cinque chilometri sul lato ucraino. 

"Quindici ore in fila"

Ma dalle testimonianze l'esodo è una vera odissea. Quasi 15 ore in fila per riuscire a lasciare l’Ucraina e riuscire ad entrare in Polonia in condizioni “indescrivibili”, donne e bambini lasciati in balia di se stessi, senza generi di conforto o minimi servizi igienici a disposizione. A raccontare all’Adnkronos ‘l’esodo’ di una donna con due bambini di 9 e 11 anni è Okanna (da 20 anni in Italia), madre a nonna di questo piccolo nucleo che ieri sera ha abbandonato tutto, casa, marito e nonni nell’hinterland di Leopoli, per cercare di raggiungere ed entrare in Polonia. “Ho sentito mia figlia ieri sera e stamattina alle 11 - racconta angosciata Okanna - da prima delle 9 era in fila, insieme a centinaia di persone, per raggiungere il confine e riuscire ad entrare in 
Polonia. Stamattina aveva ancora 500 persone davanti a sè. Mi ha raccontato che fanno passare non più di quattro persone ogni ora e ogni 8 ore si blocca tutto per il cambio della guardia al confine. Lei con i suoi due bambini ha abbandonato tutto, compreso il marito perché gli uomini non li fanno passare”. “E’ un inferno - racconta ancora Okanna - centinaia di persone ammassate, non ci sono file divise per donne con bambini o sole. Mia figlia mi ha raccontato, prima di spegnere il cellulare per evitare che si scaricasse e non potesse più essere raggiungibile, che sono tutti ammassati lì in fila, senza nessun controllo o organizzazione, con gente che spinge, senza alcun genere di conforto, nemmeno l’acqua. Mi ha anche raccontato di episodi di intemperanza se non di ‘aggressione’ tra la gente in fila, tutti ammucchiati prima di raggiungere il cancello. Tanti disperati sono tornati indietro ma non sanno dove andare”.  “I polacchi, al contrario - prosegue Okanna - sono molto organizzati, ci sono centri di raccolta, molti sono disposti ad accogliere donne e bambini in casa e pare che sia anche possibile lavorare. In Ucraina la situazione è terribile - racconta ancora con un groppo in gola - non riesco a a vedere una via d’uscita. I negozi sono vuoti, non c’ è nemmeno il pane, i bancomat non funzionano e comunque non vengono accettati. Le scuole, i nidi, tutto chiuso, deserto. Solo davanti ai bancomat ci sono file dove dopo una giornata di attesa si riesce ad ottenere il corrispettivo di pochi euro. E’ la guerra - ripete più volte - è la guerra. Non so veramente cose aspettarci, che fine faremo. La mia speranza - conclude - è che dalla Polonia riesca a trovare il modo per raggiungermi in Italia”. Stamattina alle 11 la figlia di Okanna era ancora in fila, “i bambini piangono, sono viola per il freddo dopo tutta la notte all’addiaccio, cerca di distrarli giocando”, racconta. Poi alle 14.30 la svolta: “Mia figlia è finalmente riuscita ad entrare in Polonia”. 

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