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22 mar 2022

Ucraina news, Russia evoca armi nucleari. Usa: truppe di Putin presto senza cibo

Gli Stati Uniti: "Mosca in difficoltà". Nuove bombe a Mariupol e Kharkiv. Spari sul porto di Mykolaiv, sirene a Odessa. Il ministero della Salute: "10 ospedali distrutti". Le forze di Kiev contrattaccano e riconquistano Makariv, offensiva anche nel sud. Zelensky interviene alla Camera, Draghi: "Aiutare la resistenza ucraina anche con le armi". Telefonata tra il premier e Macron. Biden: "Putin valuta uso armi chimiche". Il Cremlino: "Solo insinuazioni"

22 mar 2022

Roma, 22 marzo 2022 - La minaccia nucleare torna ad aleggiare sulla guerra tra Ucraina e RussiaA tirarla in ballo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che paventa l'utilizzo di armi nucleari solo nel caso in cui l'esistenza della Russia fosse minacciata. "Non ci sono altre ragioni", chiarisce Peskov. E Alexandr Dugin, ideologo di Putin, a Quarto Grado ribadisce che se la Nato entra in guerra "sarà conflitto nucleare". Un monito che continua a non impensierire gli Stati Uniti, preoccupati invece dal possibile uso di armi chimiche da parte dei russi. Il conflitto, intanto, è giunto al suo 27esimo giorno: il bilancio, aggiornato stamane dall'Onu, è drammatico: sono 953 i civili uccisi da inizio invasione, 40 bambini tra le vittime (per il governo di Kiev sono 117). Nel Paese è emergenza feriti e malati: sono 139 gli ospedali bombardati in tutto il Paese, rende noto il ministero della Salute citato dal Guardian: 10 sono rasi al suolo.

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Non si placa intanto l'offensiva russa: le sirene antiaeree hanno risuonato oggi da nord a sud e da est a ovest. Nuovi bombardamenti a Mariupol, così come a sud del Paese, mentre Kiev rivendica di aver riconquistato Makariv, 60 chilometri a ovest della capitale. A Severodonetsk, nella regione di Lugansk, i russi hanno fatto fuoco su persone in coda in un supermercato, provocando morti e feriti, e colpito un altro ospedale pediatrico. Spari anche sul porto di Mykolaiv e sirene a Odessa. L'esercito del Cremlino continua ad ostentare forza anche se gli ucraini sostengono che abbia rifornimenti solo per tre giorni. "I russi sono in difficoltà", conferma il portavoce del Pentagono John Kirby in un'intervista alla Cnn, secondo cui in zone del Sud Kiev sarebbe passata al contrattacco riguadagnando terreno. In un brefing con la stampa Kirby spiega che i russi stanno finendo le scorte di cibo e hanno problemi logistici, ribadendo che "non hanno raggiunto nessuno degli obiettivi strategici che si erano prefissati". Secondo l'intelligence britannica ci sarebbe il serio rischio di una ulteriore escalation di violenza da parte delle truppe di Mosca. 

Questa mattina il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è collegato con la Camera dei deputati in Italia, parlando ai parlamentari riuniti in aula. Un intervento salutato da una standing ovation finale. Zelensky ha chiesto all'Italia di proseguire con gli aiuti, rafforzando l'impegno sul fronte sanzionatorio e dell'invio delle armi. Il leader ucraino domani parlerà al parlamento giapponese mentre il 24 marzo parteciperà in video collegamento al vertice straordinario dei leader Nato a Bruxelles, dove sarà presente anche il presidente Usa Joe Biden. Oggi si registra un nuovo colloquio Putin-Macron sui negoziati in corso.  Il capo dell'Eliseo ha sentito oggi anche il cancelliere tedesco Sholz e Mario Draghi. Palazzo Chigi conferma la chiamata con Macron: al centro i vertici Ue, la Nato e il G7. 

Una veduta del centro commerciale bombardato a Kiev (Ansa)
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Sommario:

Rappresentazione dell'invasione russa in Ucraina
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Zelensky a Montecitorio

"Voi conoscete bene gli ucraini conoscete il popolo che non ha mai voluto la guerra, un popolo europeo quanto lo siete voi, sapete chi ha portato la guerra in Ucraina, sapete bene chi ordina di combattere, chi fa propaganda, tutti quanti utilizzano l'Italia come il luogo per le loro vacanze. Non dovete essere il luogo che accoglie queste persone". Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky  intervene a Montecitorio, invitando il governo italiano a "bloccare, congelare i loro immobili, i loro conti, i loro yacht, da Scheherazade fino ai più piccoli". Tutto per "la pace - è la linea del leader di Kiev -, dovete sostenere anche le sanzioni, l'embargo contro le navi russe che entrano nei vostri porti, non dovete fare nessuna eccezione per le banche russe dovete fermare la crisi alimentare, fermare le uccisioni perché la guerra deve finire al più presto". Nei 12 minuti di intervento, Zelensky ha chiesto di immaginare "la vostra Genova, ridotta come Mariupol: solo rovine". Poi ha ringraziato l'Italia per l'aiuto garantito ai profughi. Standing ovation a fine discorso: Zelensky è stato salutato dall'aula della Camera con i deputati che si sono alzati in piedi per applaudire. Su alcuni banchi di Montecitorio, sono state esposte le bandiere gialloblù, diverse le spillette appuntate sulle giacche di deputati e senatori con i colori della bandiera del Paese, mentre le parlamentari dem hanno scelto il fiocco rosso-fucsia contro gli stupri di guerra. 

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Zelensky in videocollegamento a Montecitorio
Zelensky in videocollegamento a Montecitorio

L'intervento di Draghi

Dopo Zelensky, a prendere parola è stato il presidente del consiglio Mario Draghi.  Il premier ha ringraziato il presidente ucraino: la resistenza delle città prese d'assalto, ha detto Draghi, è "eroica". L'Ucraina, non difende solo se stessa, ma difende "i nostri valori", quelli dell'Europa. Draghi ha anche voluto rispondere a chi ha sollevato dubbi sull'invio di armi. "Davanti ai massacri servono", ha affermato. Il presidente del consiglio ha poi parlato delle sanzioni. "Hanno l'obiettivo di far cessare le ostilità" e di far sedere Mosca a un tavolo di un'eventuale trattativa. Un passaggio anche sull'accoglienza. "L'Italia - ha detto il premier - ha mostrato la sua solidarietà". Ed è pronta a fare ancora di più, su tutti i fronti, per aiutare l'Ucraina. Un Paese che l'Italia "vuole nella Ue".

Incontro Zelensky-Putin

In mattinata il presidente ucraino è tornato a proporre un incontro con il suo omologo russo Vladimir Putin, "con qualsiasi formato", dicendosi disposto a discutere dello statuto delle repubbliche russofone ucraine e della Crimea e sottolineando che "senza questa riunione risulta impossibile capire veramente cos'è che (i russi) sono disposti a fare per fermare la guerra". In dichiarazioni a un'emittente regionale ucraina, Zelensky ha detto che "senza trattativa non fermeremo la guerra", ma ha aggiunto che il suo Paese "non può accettare nessun ultimatum da parte della Russia". Sono necessarie, ha spiegato "garanzie di sicurezza" e la fine delle ostilità e, "una volta che quell'ostacolo sarà rimosso, parliamo".

Il Cremlino ha invece fatto sapere che non sta rendendo pubblici i dettagli dei colloqui tra russi e ucraini per non comprometterli. Lo ha sostenuto il portavoce Dmitry Peskov che poi, riguardo alla proposta del presidente Zelensky di sottoporre a referendum un eventuale accordo su neutralità e status del Donbass e della Crimea, ha replicato: "L' Ucraina è uno stato sovrano e può e deve avere procedure politiche interne". "Ma, oltre a questo, ci sono questioni che vengono negoziate dalle due delegazioni - ha evidenziato Peskov - Non posso entrare nei dettagli, ma siamo convinti che se queste questioni venissero rese pubbliche adesso, potrebbero compromettere il processo negoziale, che sta avanzando più lentamente e in modo meno sostanziale di quello che vorremmo". 

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Il Papa chiama il presidente ucraino

Papa Francesco ha chiamato al telefono stamane il presidente Zelensky, che nel corso della conversazione lo ha invitato in Ucraina. Successivamente Zelensky ha detto il papa gli "ha detto parole molto importanti" e lui ha "raccontato a Sua Santità la difficile situazione umanitaria e il blocco dei corridoi di soccorso da parte delle truppe russe". "Il ruolo di mediazione della Santa Sede nel porre fine alla sofferenza umana sarebbe accolto con favore», ha aggiunto, dopo aver ringraziato il pontefice «per le preghiere per l'Ucraina e la pace".

Come proseguono i combattimenti

Le forze armate di Kiev hanno annunciato di aver riconquistato Makariv, 60 chilometri a ovest della capitale. Qui uno stabilimento farmaceutico di Farmak è stato distrutto dai bombardamenti. Restano in mano russa il corridoio terrestre con la Crimea e l'accesso al Mar d'Azov, rilevano le stesse fonti in un ultimo rapporto dal campo. Ma le scorte delle truppe russe finiranno "in tre giorni", secondo lo stesso documento. E in serata fonti del Pentagono riferiscono come le forze ucraine siano passate all'offensiva, specialmente nel sud del Paese. 

Ancora nel mirino delle truppe di Putin Mariupol, su cui gli aerei russi hanno lanciato oggi altre due bombe.  A Kharkiv, invece, sono stati uditi più di 80 bombardamenti e un carro armato "nemico" ha colpito un'auto sulla quale viaggiava una famiglia, uccidendo tre persone tra cui una bambina di 9 anni

 A Severodonetsk, nel Luhansk, l'esercito russo ha aperto fuoco su un supermercato, come denunciato su Facebook da Serhii Haidaii, il governatore della regione, precisando che l'attacco russo ha causato morti e feriti. Colpito dalle bombe anche il tetto di un ospedale pediatrico. In tarda serata il leader dei separatisti del Donetsk (Dpr) Denis Pushilin ha dichiarato che "la 36a brigata di fanteria navale delle forze armate ucraine è stata completamente sconfitta".

E nuovi missili sono caduti anche a sud del Paese, nel distretto di Kryvyi Rih: i russi hanno preso di mira la città di Zelenodolsk e il villaggio di Mala Kostromka, alla periferia di Gradiv. Secondo il capo dell'amministrazione militare di Kryvyi, Rih Oleksandr Vilkul, gli edifici residenziali sono stati distrutti e al momento non risultano vittime. 

Nuovi attacchi alle città portuali. A Mykolaiv le truppe russe hanno sparato contro il porto: l'infrastruttura è danneggiata. Lo ha annunciato l'amministrazione dei porti marittimi dell' Ucraina su Facebook, come riferisce Ukrinform. A Odessa l'allarme antiaereo è suonato attorno alle 13.20 ora locale al termine di una mattinata carica di tensione con l'eco di cannoneggiamenti provenienti dal mare. Il centro è militarmente blindato.

La paura delle armi chimiche 

In questa cornice, si riaffaccia anche la paura delle armi chimiche e biologiche: le accuse russe secondo cui Kiev abbia tali armamenti "sono false" e un "chiaro segnale" che Vladimir Putin "starebbe valutando di usarli entrambi" nella guerra, ha affermato il presidente americano Joe Biden. Ma Mosca controbatte definendo le frasi del presidente Usa "insinuazioni malintenzionate". "Noi non abbiamo simili armi", è la replica del viceministro degli esteri russo Sergei Ryabkov. 

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Il bilancio delle vittime e dei profughi

Sale ad almeno 953 il bilancio dei civili uccisi in Ucraina dall'inizio dell'invasione da parte della Russia, secondo i dati in possesso dell'Ufficio dell'Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani (Unhcr). E l'Unicef Italia aggrava la tragedia, aggiungendo che "in queste ore sempre più drammatiche i nostri uffici ci informano che sono 3,3 milioni i bambini e le bambine sfollati all'interno del Paese, che hanno bisogno di tutto, sono profondamente traumatizzati, portano cicatrici indelebili di questo conflitto e dell'assedio di molte città". Il Viminale comunica invece che sono 61.493 i profughi ucraini entrati in Italia dall'inizio del conflitto a oggi: 31.502 donne, 5.400 uomini e 24.591 minori. 

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La centrale di Chernobyl

Dalla centrale nucleare di Chernobyl arriva intanto la notizia che tutti i tecnici che erano rimasti bloccati nell'impianto e avevano dovuto continuare a lavorare senza interruzione dal giorno dell'arrivo delle truppe russe, il 24 febbraio, hanno ottenuto il permesso di lasciare il sito: sono stati sostituiti da colleghi ucraini e nell'impianto sono rimaste in servizio guardie ucraine, hanno comunicato le autorità di Kiev all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).

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