25 mar 2022

Ucraina, ambasciatore russo: "All'Italia tesa la mano nel 2020, ora qualcuno la morde"

Razov torna sulla missione Covid nel nostro Paese. "Preoccupano le armi italiane distribuite a Kiev"

 Roma, 25 marzo 2022 - Preoccupazione per le "armi italiane" distribuite in Ucraina, ma soprattutto Mosca aveva costruito ponti ed ora "è tutto rivoltato". Sergey Razov, l'ambasciatore della Federazione Russa in Italia, lo dice ai giornalisti oggi uscendo dalla procura di Roma dopo aver presentato un esposto per istigazione a delinquere e apologia di reato per alcuni articoli pubblicati su La Stampa. La guerra "prima finisce meglio è", aggiunge invitando i media a "seguire entrambi i messaggi e non solo quelli della parte Ucraina".

"Lavoro in Italia da 8 anni e ho lavorato con Renzi, Conte, Letta e adesso Draghi. Abbiamo fatto di tutto per costruire ponti, rafforzare i rapporti in economica, cultura e altri campi. Con rammarico adesso tutto è stato rivoltato", spiega Razov. 

L'ambasciatore torna anche sulla missione russa del marzo del 2020 (gli aiuti per il Covid, ndr), con la quale "al popolo italiano è stata tesa una mano di aiuto, ma se qualcuno morde quella mano non è onorevole". "La missione è andata solo nei posti indicati dall'Italia, precisamente a Nembro, centro della pandemia in quel momento - prosegue il diplomatico russo -. Facevano solo quello che veniva detto dai colleghi italiani e la missione russa è terminata quando l'Italia ha proposto di concluderla. Le autorità italiane hanno espresso gratitudine per quanto fatto".

"La cosa che ci preoccupa è che gli armamenti italiani saranno usati per uccidere cittadini russi. E voglio ricordare che la decisione è stata presa quando è iniziata la prima tappa delle trattative: i fucili vengono distribuiti non solo tra i militari, ma anche tra i cittadini e non si capisce come e quando saranno usati", ribadisce Razov ricordando "le vittime civili nel Donbass". "Ci sono stati oltre 14mila morti, tra cui molti bambini", ripete.

"La Russia non sta attaccando i civili nella città ucraina di Mariupol o in altre località ma seguendo le indicazioni del presidente Vladimir Putin di colpire solo siti militari", conclude ricordando che "il presidente Putin ha parlato degli obiettivi dell'operazione militare speciale e ha dato l'ordine di bombardare solo i siti militari".

La replica di Di Maio

Durante la pandemia, "l'Italia ha ricevuto aiuti da tutti i Paesi del mondo, da Est a Ovest. Dopo gli aerei russi, per esempio, sono arrivati anche quelli ucraini", replica però il ministro degli Esteri, Luigi di Maio ai microfoni di RaiNews, ricordando che il nostro paese £finché non c'è stata l'invasione dell'Ucraina ha sempre avuto con la Russia un rapporto che si basava sul quinto principio del 'selective engagement', lavoravamo su obiettivi comuni".

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