11 apr 2022

Ucraina, Borrell (Ue): "Ora servono più armi, pronti finanziamenti"

L'alto rappresentante per la politica estera Ue, al termine del Consiglio Affari esteri: "Anche Bulgaria e Ungheria partecipano agli armamenti". "L'esercito russo provoca la fame", Lavrov: "Così cambiano le regole del gioco"

Bruxelles, 11 aprile 2022 - Un attacco duro e senza mezzi termini quello di Josep Borrell oggi nei confronti della Russia, mentre l'Ucraina oppone una strenua resistenza.  È colpa della Russia, non delle sanzioni, se si sta creando una crisi alimentare, specie in Africa, più sensibile alla fluttuazione dei prezzi. La Russia che "non fa una guerra, ma attività criminale" e provoca la fame. L'alto rappresentante per la politica estera Ue oggi in conferenza stampa, al termine del Consiglio Affari esteri.

"Decine di navi ucraine non possono lasciare i porti, le truppe russe bombardano i silos: l'esercito russo sta creando la scarsità alimentare, non le sanzioni".

Soldati ucraini (foto Ansa)
Soldati ucraini (foto Ansa)

"La Russia fa attività criminale"

"Dobbiamo continuare ad aiutare l'Ucraina con tutti i mezzi e più ci sono atrocità più vediamo come la Russia di Putin fa la guerra" perché l'esercito russo "sta attaccando la popolazione civile in modo indiscriminato" e "non è così che si fa la guerra, questa è solo attività criminale non ha altri nomi". "Stavo tornando da Kiev quando abbiamo appreso del bombardamento in una stazione piena di civili con decine di morti e centinaia di feriti", ha ricordato Borrell sostenendo che tali episodi rendono ancora piu' urgente "aiutare l'Ucraina".

Più armi per l'Ucraina dall'ue

L'aumento delle forniture europee di armi a Kiev da un miliardo a un miliardo e mezzo di euro nell'ambito del European Peace Facility (Epf) comporterà una proporzionale crescita della contribuzione italiana a questa operazione: da 125 a 187 milioni di euro circa. Lo rileva l'osservatorio Milex. Per l'Italia la quota di contribuzione all'Epf è di circa il 12,5%. Nella sua conferenza stampa di oggi, l'Alto rappresentante per la politica Ue Josep Borrell, ha spiegato che l'aumento dovrà essere ratificato da alcuni parlamenti nazionali: "non da quello italiano - puntualizza Milex - che con il decreto Ucraina passato alle Camere ha dato via libera all'invio di armi fino a fine anno senza limiti di spesa". 

Josep Borrell (foto Ansa)
Josep Borrell (foto Ansa)

Bulgaria e Ungheria finanziano armamenti con l'Ue

"Bulgaria e Ungheria partecipano al finanziamento degli armamenti che l'Unione europea, attraverso gli Stati membri, fornisce all'Ucraina. Non è vero che non partecipano. Se non partecipassero non sarebbe possibile la fornitura perché queste decisioni si adottano all'unanimità". ha precisato Borrell. "L'Ungheria e la Bulgaria, e tutti gli altri, sono stati unanimi. Altrimenti non sarebbe stato possibile. Finanziano questa attività, pagano il proprio contributo per raggiungere 1,5 miliardi di euro in armi. Altra cosa è dire che l'Ungheria, per quanto ne so io, non lascia passare le armi e le truppe sul suo territorio. Ma questa è un'altra cosa. Però partecipa finanziariamente all'armamento dell'Ucraina", ha aggiunto. 

"Grande fallimento dell'esercito russo su Kiev"

Per l'esercito russo la mancata presa di Kiev è stato "un grande fallimento. Per loro è stato impossibile prendere la città: ci sono stato, ho visto le carcasse dei carri armati russi". Le forze russe, continua, hanno lasciato dietro di sé "l'orrore: civili uccisi, città distrutte, bombardamenti indiscriminati. Mariupol è una città martire", ma ora si prepara una battaglia "sul fronte orientale e siamo pronti a sostenere l'Ucraina perché possa affrontarla", conclude.

Embargo al petrolio russo in stand by

Nel corso del consiglio affari esteri i 27 hanno affrontato la questione della dipendenza energetica dalla Russia, compreso un possibile embargo al petrolio, senza però arrivare ad alcuna decisione. "È facile per chi non è dipendente dal gas russo dire non usiamolo", ha sottolineato Borrell. L'invasione dell'Ucraina, ha aggiunto, ha causato uno "shock asimmetrico" poiché i paesi orientali sono sensibili alla questione "dei rifugiati" mentre quelli centrali alla questione "dell'energia". L'obiettivo, ha detto, è di arrivare a "un'autonomia energetica europea" e questo significa "rinnovabili e idrogeno".

Lavrov: "Ora cambiano le regole del gioco"

"Le dichiarazioni del capo della politica estera dell'UE Josep Borrell riguardo all'Ucraina cambiano significativamente le regole del gioco". A dirlo è il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, sul canale Tv Rossiya-24, ripreso da Interfax. "Devo dire che ciò che Borrell ha detto in questo contesto aggressivo e senza precedenti, davvero, cambia significativamente le regole del gioco», dichiara Lavrov. Borrell aveva detto che l'Ucraina «vincerà la guerra sul campo di battaglia".

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