Washington, 9 gennaio 2021 - Guerra aperta tra TwitterDonald Trump. II social network ha infatti deciso di sospendere definitivamente l'account di The Donald. Intanto sono scattate le manette per Jake Angeli, lo 'sciamano' di QAnon protagonista dell'assalto a Capitol Hill. L'uomo, il vero nome è Jacob Anthony Chansley Angeli, è stato arrestato e incriminato per ingresso illegale e violento e condotta disordinata nei palazzi del Congresso. Il Dipartimento della Giustizia ha reso noto che insieme a lui sono stati incriminati anche Adam Johnson, fotografato con sottobraccio il podio della speaker Nancy Pelosi, e Derrick Evans, deputato statale della West Virginia. Arrestato anche Nick Hochs, uno dei leader dei Proud Boys, finito in manette dopo essere rientrato a Honolulu.

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La decisione di Twitter

"Dopo un'attenta valutazione dei recenti tweet di @realDonaldTrump e del contesto attuale, compreso il modo in cui vengono interpretati (...), abbiamo sospeso l'account a tempo indeterminato per rischio di ulteriore incitamento alla violenza", si legge in un comunicato di Twitter, che aveva di recente cancellato diversi tweet del presidente e ne aveva poi sospeso l'account per 12 ore prima di riattivarlo giovedì.

Altri social come Facebook, Snapchat o Twitch avevano già adottato quella misura, ma nel caso di Twitter è anco più significativa perché Twitter è sempre stata la piattaforma preferita di Trump da quando era in campagna elettorale nel 2016. Un account che contava fino a oggi 88 milioni di follower. "Le nostre regole di interesse pubblico esistono per consentire alle persone di ascoltare direttamente ciò che i funzionari eletti e i leader politici hanno da dire", ha spiegato in dettaglio la società con sede in California. "Tuttavia, abbiamo chiarito per anni che questi account non sono completamente al di sopra delle nostre regole e che non possono utilizzare Twitter per incitare alla violenza, tra le altre cose".

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Twitter ha chiuso l'account di Trump (Ansa)

La rabbia di Trump

Immediata la reazione di Trump. "Twitter non è libertà di parola, è per promuovere la piattaforma della sinistra radicale. Non ci metteranno a tacere". Ma Trump è andato più in là accusando Twitter di aver cospirato con i suoi nemici politici "per farmi tacere". " Twitter è andato sempre più in là nel vietare la libertà di parola, e questa sera i dipendenti di Twitter si sono coordinati con i Democratici e la Sinistra Radicale nel rimuovere il mio account dalla loro piattaforma, per zittirmi - e TU, i 75.000.000 di grandi patrioti che hanno votato per me", ha detto in una serie di tweet dall'account ufficiale @POTUS. Il post è stato quindi rapidamente cancellato.

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YouTube rimuove il canale di Bannon

Intanto, dopo averlo in precedenza bannato, Youtube rimuove completamente dalla sua piattaforma il podcast 'War Room' di Steve Bannon, ex stratega di Donald Trump e guru dell'estrema destra americana. Un portavoce di YouTube ha spiegato a The Wrap che "abbiamo messo fine al canale di Steve Bannon 'War Room' e a uno associato per aver violato ripetutamente le regole della nostra comunità", in particolare i "video con contenuti fuorvianti su presunte frodi ed errori che hanno cambiato l'esito delle elezioni presidenziali". "Canali che ricevono tre sanzioni in 90 giorni saranno rimossi in modo permanente da Youtube", ha aggiunto il portavoce. Youtube era già intervenuto per censurare Bannon per un video in cui aveva chiesto di "decapitare" Anthony Fauci, affermazione che aveva spinto Twitter a sospendere il suo account lo scorso novembre. 

Jake Angeli: "Orgoglioso di quello che ho fatto"

 "No, non sono per niente preoccupato, ho contatto io l'Fbi, sono orgoglioso di quello che ho fatto", ha detto Jake Angeli in un'intervista rilasciata a Vice poche ore prima di ritornare in Arizona dove è stato arrestato dai federali. Lo 'sciamano' che con corna, pelle d'animale e volto dipinto si è reso protagonista dell'assalto a Capitol Hill si è mostrato tranquillo, sostenendo di aver contatto lui l'Fbi e che stava organizzando un incontro con i federali. Ed ha affermato di non aver alcun rimpianto, nonostante il pesante bilancio di 5 morti. "Sono abbastanza orgoglioso della mia partecipazione - ha detto - mi piace pensare che sono stato osservatore della storia che si faceva davanti ai miei occhi".