Louisa Vesterager Jespersen e Maren Ueland (Facebook)
Louisa Vesterager Jespersen e Maren Ueland (Facebook)

Rabat, 18 luglio 2019 - In Marocco sono stati condannati a morte i tre giovani che lo scorso dicembre uccisero due turiste scandinave, decapitandole. Abdessamad el Joud, 25 anni, che di professione fa il venditore ambulante, Youness Ouziad, di 27 anni, falegname come Rachid Afati, di 33 anni, prima di compiere l'efferato omicidio avevano giurato fedeltà allo Stato islamico.

La sentenza è stata emessa dal tribunale di Salè, vicino alla capitale Rabat. Condanne anche per altri imputati complici, a vario livello, nel crimine: dai cinque anni, all'ergastolo. In Marocco non viene eseguita una condanna a morte dal 1993. 

image

La danese Louisa Vesterager Jespersen, 24 anni, e la norvegese Maren Ueland, 28 anni, furono massacrate vicino a Marrakech. I loro corpi vennero ritrovati decapitati lo scorso 17 dicembre in una zona isolata vicino a Imlil, fra le montagne dell'Atlante.  

Il processo per terrorismo si è aperto lo scorso 2 maggio. I tre marocchini rispondevano alle accuse di ''apologia del terrorismo'', ''attentato contro la vita delle persone con premeditazione'' e ''creazione di un gruppo per preparare e commettere atti terroristici''. Due degli imputati, durante il processo, hanno ammesso l'aggressione e la decapitazione. Il terzo avrebbe filmato l'omicidio e poi avrebbe diffuso il video su un sito jihadista.

La madre di Louisa Vesterager Jespersen, uccisa con l'amica in una tenda nelle montagne marocchine, nei giorni scorsi aveva affidato a una lettera la sua richiesta di pena capitale per i colpevoli. La lettera è stata letta durante l'udienza dall'avvocato ingaggiato dalla famiglia, Khalil al Fataoui, che ha poi sostenuto che solo una condanna a morte avrebbe potuto alleviare le sofferenze della sua cliente. 

Nella missiva la signora riconosceva che nel suo Paese, la Danimarca, la pena di morte è stata abolita, ma chiedeva che venisse applicata in questo caso, sapendo che la pena è prevista nel codice penale marocchino, sebbene ci sia dal 1993 una moratoria "de facto" sulla sua attuazione. 

Anche l'accusa aveva chiesto la pena di morte per i tre alla sbarra. L'avvocato Fataoui in un'intervista al quotidiano norvegese Dagbladet, lo scorso maggio, aveva detto: "I quattro principali accusati non sono esseri umani, sono criminali che si comportano peggio che gli animali: meritano la pena di morte e sono sicuro che l'avranno. La maggioranza dei marocchini ritiene che i responsabili dell'assassinio delle due turiste saranno puniti con la morte".