Istanbul, 9 ottobre 2019 - E' iniziata l'operazione militare della Turchia in Siria. L'annuncio è arrivato su Twitter dal presidente Recep Tayyip Erdogan. Le truppe di Ankara hanno nel mirino il nord-est del Paese, dove sono concentrate le milizie curde. Subito dopo l'annuncio di Erdogan, Al Jazeera ha riferito di quattro esplosioni nella città di Ras al-Ain, al confine con la Turchia, contro postazioni delle milizie curde di protezione popolare (Ypg). Il primo bilancio dell'offensiva turca parla di almeno 11 morti, di cui otto civili. Ankara ha fatto sapere che "le forze militari turche hanno colpito finora 181 postazioni appartenenti alle organizzazioni terroristiche nel nordest della Siria".

Erdogan parla col ministro della Difesa per dare il via all'operazione in Siria (Ansa)

L'artiglieria turca ha colpito obiettivi delle forze curde anche a Tal Abyad, l'altro punto da cui l'esercito di Ankara intende entrare in Siria oltre a Ras al-Ayn. Sono centinaia gli abitanti in fuga dalle zone di frontiera. Gli F16 turchi si sono spinti in Siria per una profondità di 30 chilometri, mentre l'esercito turco non ha ancora varcato il confine. 

Le Forze democratiche siriane guidate dai curdi sostengono di aver respinto l'offensiva terrestre turca sul confine settentrionale della Siria, poco dopo che Ankara aveva annunciato l'inizio della fase terrestre della sua operazione contro le forze curde. "L'attacco a terra da parte delle forze turche è stato respinto dai combattenti delle Forze democratiche siriane (Fds)" nella regione di Tal Abyad, ha dichiarato il portavoce dell'Fds, Mustefa Bali, su Twitter. 

La mappa

ELS CON LA TURCHIA - A fianco dei militari della mezza luna c'è l'esercito libero siriano (Els) con un contingente di 14 mila uomini. Secondo la stampa turca l'Els ha raggiunto la provincia di Urfa, al confine con la Siria, con tir carichi di munizioni e armi pesanti. L'esercito turco intanto sta rimuovendo i blocchi di cemento posti al confine per permettere il passaggio di carriarmati, tir e blindati, lo confermano i reporter sul posto. Sarebbero almeno 5.000 i militari turchi impegnati all'invasione.

CONDANNA INTERNAZIONALE -La condanna internazionale per l'offensiva turca è stata pressoché unanime. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, hanno espresso "preoccupazione per l'iniziativa unilaterale". "I #curdi siriani hanno combattuto sul campo Daesh quando era una minaccia per tutti. Tuttora migliaia di foreign fighters sono detenuti nel loro territorio. L'Occidente che dimentica minaccia anche la propria sicurezza", ha scritto su Twitter il Commissario agli Affari economici della Ue, Paolo Gentiloni. "Esortiamo la Turchia a desistere subito dall'iniziativa militare unilaterale che può nuocere alla stabilità regionale e compromettere la lotta a Daesh. Va scongiurato il rischio di altre sofferenze alla popolazione", ha detto il premier Conte. Il presidente della Commissione Ue uscente, Jean-Claude Juncker, ha chiesto alla Turchia di "agire con moderazione e fermare l'operazione già in corso". 

TRUMP: CATTIVA IDEA - In serata anche Trump ha detto che gli Stati Uniti "non appoggiano" l'assalto turco in Siria e ha definito l'operazione "una cattiva idea". Trump condivide con Boris Johnson "una seria preoccupazione per l'invasione della Turchia nel nord est della Siria". Lo sottolinea Downing Street in una nota in cui dà conto di una telefonata fra il premier britannico e il presidente americano. Telefonata nella quale, secondo Londra, è stato evidenziato anche "il rischio di una catastrofe umanitaria" a causa dell'azione di Ankara contro le milizie curde. Trump ha anche detto di sperare che il presidente turco "agisca in modo razionale" e "umano" in Siria. "Vedremo come conduce questa operazione, se lo fa in modo ingiusto pagherà un prezzo economico enorme", ha ribadito. 

RIUNIONE DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU - Domani si terrà all'Onu una riunione d'urgenza al Consiglio di Sicurezza. L'incontro era stato sollecitato dalla Francia. Il presidente del Consiglio di sicurezza Jerry Matthews Matjila ha invitato a "proteggere i civili" e ha ribadito che "non vi è soluzione militare in Siria". 

RUSSIA: AGGRESSIONE A SOVRANITA' SIRIA - "Vladimir Putin ha invitato i partner turchi a riflettere attentamente sulla situazione in modo da non compromettere gli sforzi congiunti per risolvere la crisi siriana", riporta il Cremlino dando comunicazione di una conversazione telefonica tra il presidente russo e il suo omologo Recep Tayyip Erdogan. Ma da Mosca si levano voci molto più dure: l'offensiva militare turca "nell'Est dell'Eufrate" è "un'aggressione all'integrità territoriale siriana", ha dichiarato il primo vice presidente della commissione Esteri della camera alta del Parlamento russo, Vladimir Dzhabarov. "Sono informazioni allarmanti, perché i turchi stanno conducendo un'operazione nel territorio di un Paese straniero senza ottenere il permesso di farlo", ha spiegato Dzhabarov. "Non posso escludere che ciò possa violare la sovranita' della Siria", ha aggiunto.

IRAN, ESERCITAZIONI AL CONFINE TURCO - "Le preoccupazioni della Turchia rispetto ai suoi confini meridionali sono legittime", ma dovrebbe agire con moderazione ed evitare un intervento militare in Siria. Con queste parole il presidente iraniano Hassan Rohani ha ammonito Ankara. E non a caso la forza di terra dell'esercito iraniano ha effettuato una manovra militare non annunciata nell'Iran nordoccidentale, al confine proprio con la Turchia. Iran e Turchia, insieme alla Russia, partecipano al processo di pace in Siria ad Astana, ma Teheran difende il regime siriano di Bachar al-Assad, mentre Ankara alcuni gruppi armati di opposizione (l'esercito libero siriano (Els)).

Curdi pronti ad allearsi con Assad

LEGA ARABA: RISVEGLIO ISIS - Il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Abul Gheit, ha espresso "profonda preoccupazione" per la possibilità di una nuova operazione militare turca nel nordest della Siria. Una terza campagna militare turca sarebbe una "violazione palese della sovranità della Siria e una grave minaccia per l'integrità territoriale" del Paese. Inoltre "i piani della Turchia aprirebbero la porta a un ulteriore peggioramento della situazione umanitaria e della sicurezza in Siria. L'incursione militare turca rischia di innescare ulteriori conflitti in Siria e di consentire al gruppo terroristico dell'Isis di rimettere insieme le sue forze nel Paese arabo colpito dal conflitto".

E a conferma dei timori arriva la rivendicazione di Daesh dell'attacco suicida a Raqqa, ex capitale del Califfato nero nel nord della Siria, ora controllata dalle forze curde siriane sostenute da Washignton, fino a due giorni fa. E non è un caso che l'attacco arrivi in un momento in cui le forze curde sono minacciate da un'offensiva della vicina Turchia, e dopo l'annuncio del ritiro Usa.