Anche lei bionda, bella, alta come Ivanka, determinata. Si chiama Lara e di cognome fa Trump, perché è la moglie di Eric, il secondogenito dell’ex presidente degli Stati Uniti che sta tirando le file del suo futuro politico nel ’temporaneo esilio’ di Mar a Lago. Ivanka era la favorita del padre, la vera first lady in molte circostanze, l’unica candidata indicata a sostituirlo alla Casa Bianca, ma adesso insieme al marito Jared si trova in caduta libera nei sondaggi dopo l’assalto al Congresso, ed è diventata Lara in questi giorni a dare speranza all’immaginario repubblicano come la prossima erede politica del clan Trump. La gara che l’aspetta...

Anche lei bionda, bella, alta come Ivanka, determinata. Si chiama Lara e di cognome fa Trump, perché è la moglie di Eric, il secondogenito dell’ex presidente degli Stati Uniti che sta tirando le file del suo futuro politico nel ’temporaneo esilio’ di Mar a Lago.

Ivanka era la favorita del padre, la vera first lady in molte circostanze, l’unica candidata indicata a sostituirlo alla Casa Bianca, ma adesso insieme al marito Jared si trova in caduta libera nei sondaggi dopo l’assalto al Congresso, ed è diventata Lara in questi giorni a dare speranza all’immaginario repubblicano come la prossima erede politica del clan Trump.

La gara che l’aspetta è per un posto da senatrice nel 2022 nella Carolina del Nord, un collegio sicuro, che si renderà libero col ritiro dell’attuale senatore Richard Burr, uno dei sette ribelli repubblicani che hanno votato per l’Impeachment di Trump e che sta per essere censurato dai dirigenti del partito.

Lara 38 anni, madre di 2 bambini, dopo un passato come personal trainer, e la laurea alla North Carolina State University, è diventata una produttrice televisiva, prima di impegnarsi come attivista nella campagna di Trump, molto visibile alla convention repubblicana.

La nuora dell’ex presidente, senza confermare l’entrata in campo ufficialmente, ha già detto di essere interessata a continuare l’esperienza politica, pronta ad affrontare fra meno di 18 mesi anche il verdetto delle urne.

Ma in ballo in questi giorni c’è il destino dell’intero partito repubblicano, non solo in North Carolina ma a livello nazionale. Paradossalmente l’assoluzione di Trump se all’esterno ha dato la sensazione di una sorta di compattezza del partito, di fatto ha aperto una durissima guerra intestina. La spaccatura verticale è sempre più profonda fra pro-Trump e anti Trump e cresce col passare delle ore. Sarà lo spartiacque del voto di medio termine nel 2022 : il vero banco di prova. La prova generale per le presidenziali e la nomination del 2024. Per sancire la fine di Trump o il suo ritorno come leader di un ’movimento personale’ che a quel punto sarebbe più grande di quel che resta del vecchio partito repubblicano contrario alla linea dura e violenta della destra complottista.

Non è un caso se decine di senatori hanno votato contro l’impeachment ma con le loro dichiarazioni di voto hanno demolito Trump considerandolo l’unico ispiratore morale e materiale dell’assalto al Congresso.

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Lara appartiene invece all’ala dei fedelissimi. Con l’appoggio diretto di Trump (mentre Ivanka starebbe pensando addirittura di sfidare Marco Rubio in Florida) potrebbe avere un vantaggio enorme nelle primarie. Per lo stesso seggio vacante si preparano però a scendere in campo anche grossi calibri come Mark Meadows, ex capo di gabinetto dello stesso Trump.

Il primo ostacolo, non insormontabile per Lara, sarebbe lo spostamento della residenza. Adesso insieme ad Eric abitano nella periferia verde di New York e dovrebbero cercare casa in North Carolina. Poi ci sono i grandi finanziatori repubblicani, i quali hanno detto che non daranno più soldi a quei candidati che in qualsiasi forma hanno incoraggiato o non hanno condannato l’assalto al Congresso. Lara nel 2022 si ritroverà con un cognome pesante da difendere sebbene adesso faccia molta presa.