"È un uomo pericoloso, molto di più adesso che la sua fine politica si avvicina. Ha capito che fra pochi giorni non sarà più l’uomo più potente del mondo e si ribella con tutte le forze a questa idea". Il caso Trump è sul lettino del professor Massimo Ammaniti, 80 anni, psicanalista e neuropsichiatra. Non a caso decano della psicopatologia dello sviluppo e dell’età evolutiva, ordinario alla Sapienza, uno dei massimi esperti della mente infantile. È proprio dall’infanzia, dice Ammaniti, che nascono i problemi del presidente degli Stati Uniti. Un uomo che 27 psichiatri Usa – riuniti da Brandy Lee, docente all’università di Yale – hanno analizzato da remoto due anni fa. Traendone indicazioni allarmanti. Usa, Biden accusa Trump: "Ha incitato attacco al Congresso" Che cosa è...

"È un uomo pericoloso, molto di più adesso che la sua fine politica si avvicina. Ha capito che fra pochi giorni non sarà più l’uomo più potente del mondo e si ribella con tutte le forze a questa idea". Il caso Trump è sul lettino del professor Massimo Ammaniti, 80 anni, psicanalista e neuropsichiatra. Non a caso decano della psicopatologia dello sviluppo e dell’età evolutiva, ordinario alla Sapienza, uno dei massimi esperti della mente infantile. È proprio dall’infanzia, dice Ammaniti, che nascono i problemi del presidente degli Stati Uniti. Un uomo che 27 psichiatri Usa – riuniti da Brandy Lee, docente all’università di Yale – hanno analizzato da remoto due anni fa. Traendone indicazioni allarmanti.

Usa, Biden accusa Trump: "Ha incitato attacco al Congresso"

Che cosa è accaduto al bambino Donald?

"Aveva un padre durissimo. Fred Trump è stato uno spietato uomo d’affari, imprenditore immobiliare e patriarca vecchio stampo. Ebbe cinque figli: due sorelle e tre fratelli. Chiamò Fred junior il primogenito maschio, più grande di otto anni rispetto a Donald".

I due fratelli andavano d’accordo?

"Tutt’altro. Fra loro il rapporto era di aspra rivalità: un arrivista e un ribelle di fronte. Donald spodestò cinicamente Fred junior nel suo ruolo, prendendone il posto nelle gerarchie di famiglia. Affinò le armi che gli servivano per quell’operazione crudele: arroganza, mancanza di scrupoli, propensione all’inganno".

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Un caso clinico?

"Noi psichiatri chiamiamo narcisismo maligno quel disturbo della personalità. Si concretizza nel desiderio di dominio, espresso in maniera predatoria sugli altri".

La nipote Mary, psicologa, lo ha definito un mostro. È così?

"Metto in fila le caratteristiche: instabile, sociopatico, impulsivo, privo di empatia, incompetente. Soprattutto un imbroglione seriale. Trump ha sempre barato: la sorella Maryanne ha raccontato che gli faceva i compiti a casa. Ed è entrato all’università pagando un amico che ha sostenuto gli esami di ammissione al posto suo. È disposto a tutto pur di vincere".

Perché ama così tanto i riflettori?

"Trump è uno showman: ha bisogno di stare in prima pagina. Nella sua testa, chi non raggiunge l’obiettivo è un perdente senza possibilità di riscatto".

Ma lui ha perso le elezioni: non avrà un secondo mandato.

"Per questo accusa l’avversario di aver manomesso il voto. Non sopporta il fallimento. La sua autodifesa è una barriera protettiva primitiva e brutale, che si manifesta in forme ostili. Non ha mai dialogato con nessuno, tantomeno con lo staff di cui si è circondato. Non è nella sua natura".

Quanto è grande adesso il suo rancore?

"Enorme, direi che se ne alimenta. Basta guardare l’espressione del viso, il modo di gesticolare. È un automa impazzito che non sa controllarsi. Ma prepara una rivincita impossibile: il futuro politico è pregiudicato dall’affronto del Campidoglio, un ferita alla tradizione e al talamo americano che lascia inquieti e increduli. Il partito repubblicano gli sta facendo il vuoto attorno".

Trump non è mai stato repubblicano.

"Questo è vero. Ha rappresentato se stesso e basta. Ora però è un uomo solo senza potere".

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E se si dichiarasse sconfitto?

"Impossibile. Non accetta la realtà semplicemente perché non la riconosce. È talmente avvolto in una visione delle cose tutta sua che davvero crede di essere stato scippato del voto. Una distorsione mentale grave".

Odia il rivale Biden?

"Lo deride. Gli dà dello stupido e dell’addormentato perché lo teme. Trump si vede giovane davanti a un avversario vecchio che gli ripropone uno schema antico: il rapporto cruento con il padre".

C’è almeno qualcosa di tragico nella sua caduta?

"Trump non è un personaggio scespiriano. Riccardo III e Re Lear sono la grandezza del male, lui ne è la miseria".