Donald Trump (Ansa)
Donald Trump (Ansa)

New York, 17 agosto 2019 - Trump dichiara guerra ai transgender. La Casa Bianca ha chiesto alla Corte Suprema di legalizzare la possibilità di licenziare i transgender per il loro orientamento sessuale. 

La decisone, che risulta da alcuni documenti depositati e resi noto dai media americani, sta già scatenando l'ira della comunità LGBTQ. L'amministrazione infatti fa leva sul fatto che la legge Usa sui diritti civili non li tutela: il Dipartimento di Giustizia ritiene infatti che il Titolo VII del Civil Right Act del 1964 difenda i dipendenti solo dalle discriminazioni sulla base del sesso biologico.

"Il Titolo VII non vieta le discriminazioni contro i transgender sulla base del loro status di transgender", afferma il Dipartimento nella documentazione in un caso su cui la Corte Suprema è chiamata a esprimersi: una donna licenziata durante la sua transizione da un sesso a un altro. Aimee Stephens era stata assunta quando era uomo, ed è stata "fired" quando ha annunciato la transizione. 

Le varie organizzazioni a tutela dei diritti dei gay parlano di scandalo e passo indietro: "Il principio di uguaglianza è semplice e ovvio. È una disgrazia che il governo cerchi di limitare le norme anti-discriminazione" ha detto Chris Geidner, dell'associazione Justice Collaborative.  

Chase Strangio, legale dell'organizzazione per i diritti civili American Civil Liberties Union, che rappresenta Stephens in tribunale, avverte: "Le persone non si rendono conto che la posta in ballo non riguarda solo le comunità trans e Lgb, ma ogni persona che si scolli dagli stereotipi sessuali: donne che vogliono indossare i pantaloni al lavoro, uomini che vogliono più responsabilità nella cura dei figli. Anche queste tutele sono in pericolo con le tesi avanzate dall'amministrazione Trump".

Ma l'amministrazione Trump tira dritto e conta nella Corte Suprema a maggioranza conservatrice per 'rivedere' alcune sentenze storiche, dall'aborto ai diritti per i gay. Una lettura opposta al governo Obama che aveva interpretato il Civil Rights Act come uno strumento di difesa anche per i transgender. 

Il prossimo 8 ottobre i saggi ascolteranno il caso Stephens, che ha iniziato a lavorare in una società di pompe funebri nel 2007 come uomo e che dopo sei anni ha annunciato al suo datore di lavoro la sua transizione verso l'essere donna, rimendiando il licenziamento. 

Già nel luglio 2017 Trump aveva preso di mira i transgender annunciando il divieto alla minoranza di servire nell'esercito, ribaltando ancora le politiche inclusive di Obama.