Trump Jr cacciatore
Trump Jr cacciatore

New York, 23 febbraio 2020 - Non solo la mira. Anche la fortuna arriva in soccorso di Donald Trump Jr, il figlio maggiore del presidente, avido cacciatore soprattutto di animali in via di estinzione.

Da una remota località dell’Alaska arriva la notizia che le autorità della città di Nome, che si affaccia sul mare di Bering, hanno sorteggiato proprio il suo nome per concedergli uno speciale permesso di caccia all’orso grigio. I permessi speciali, per non residenti, erano 27 e Donald jr si è aggiudicato una delle tre licenze attraverso un sorteggio pubblico.

"Riceviamo migliaia di domande per cacciare anche alci e caribou – dice Eddie Grasser, direttore del dipartimento per la conservazione delle foreste –, ma per gli orsi grigi le richieste non sono molte e comunque si tratta solo di una questione di fortuna avere il permesso o meno ….". Le autorità dell’Alaska non vogliono essere sfiorare dal sospetto di favoritismo nei confronti del figlio del presidente Usa: "Il sorteggio sorteggio è stato trasparente", ripetono. Donald jr ha pagato 1000 dollari per il suo cartellino. Ma dovranno pagare 150.000 dollari i vincitori di un’asta per un “tour di caccia” di 7 giorni in compagnia di Donald jr che si terrà verso la fine dell’anno nel Tongass National Forest sempre in Alaska.

Non c’è stato alcun rispetto delle regole e delle specie in via di estinzione nell’estate del 2019 in Mongolia quando, insieme a un plotone di agenti del servizio segreto, Donald jr si era spinto in una remota regione ad ovest del paese per uccidere un raro esemplare di Argali considerato quasi sacro dalla popolazione e super protetto dalle leggi.

La polemica che ne seguì spinse le autorità di Ulan Bator a stampare in fretta uno "speciale permesso retroattivo" quando il giovane Trump aveva già lasciato il paese dopo aver incontrato privatamente il presidente Khaltmaagin Battulga per portargli i saluti del padre. Chiamato a giustificarsi per la violazione Donald Jr ha detto di aver comprato "un regolare pass di sette giorni" a un’asta della National Rifle Association, la potente società dei pistoleri americani, che però prevedeva soprattutto la licenza per colpire le anatre selvagge, ma non gli argali. Confonderli come bersagli diventava piuttosto difficile da giustificare soprattutto per cacciatori dotati di buona mira e con cannocchiali potentissimi e al laser.

Rispondendo alle domande dei media americani Jandos Kontorbai Ahat, portavoce del partito del presidente mongolo alla fine ha ammesso: "È vero, si è trattato di un permesso molto politico... Ma Donald jr non ha mai fatto nulla di spiacevole e ha trattato la nostra gente con rispetto".