Roma, 19 maggio 2020 - Nuova mossa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che minaccia lo stop permanente dei finanziamenti all'Oms. "Se non si impegna su sostanziali miglioramenti nei prossimi 30 giorni - dice il numero uno della Casa Bianca -, renderò definitiva la mia decisione temporanea di sospendere i finanziamenti Usa all'Organizzazione mondiale della sanità e riconsidererò la nostra adesione". In una lettera inviata al direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, postata su Twitter, in cui il tycoon elenca le accuse sulla gestione della crisi del Coronavirus e l'eccessiva vicinanza alla Cina.

Trump elenca tutti gli "errori" commessi dall'Organizzazione a partire dall'inizio dell'epidemia in Cina. Come il presidente Usa ha più volte sottolineato nelle scorse settimane, l'organizzazione ha sbagliato "ripetutamente" difendendo Pechino dalle accuse di scarsa trasparenza all'inizio della diffusione. "Gli errori reiterati da parte sua e della sua organizzazione - scrive nell'ultima parte della lettera al capo dell'Oms - sono stati estremamente gravosi per il mondo": secondo il presidente, "molte vite avrebbero potuto essere salvate" se il direttore "avesse seguito l'esempio" di uno dei suoi predecessori alla guida dell'Oms, la norvegese Harlem Brundtland, che nel 2003 riuscì a bloccare la diffusione della Sars, come sottolinea Trump.

"Il solo modo perché l'Oms vada avanti è dimostrare la sua indipendenza dalla Cina. La mia ammininistrazione - prosegue la lettera - ha già avviato una discussione con voi su come riformare l'organizzazione. Ma è necessario agire velocemente. Non abbiamo tempo da perdere. Non posso permettere che i contribuenti americani continuino a finanziare un'organizzazione che, allo stato attuale, non persegue gli interessi degli Usa".

Nelle ultime ore Trump ha anche riferito che prende l'idrossiclorochina (un anti malarico, ndr) "da oltre una settimana e mezzo". "Una pillola al giorno, cosa c'è da perdere", ha detto alla Casa Bianca, aggiungendo di essere testato ogni due giorni e di esser sempre stato negativo al Covid-19.

La Cina replica

La replica della Cina alla lettera si fa attendere poco ed è molto dura. Pechino sostiene che quella missiva "infanga" il Paese, nel tentativo di attribuirle la colpa per la sua mala gestione della crisi. La risposta è arrivata dal portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian, secondo cui gli Stati Uniti hanno calcolato male la mossa di cercare di scaricare le loro stesse responsabilità.

Risoluzione approvata

Oggi intanto l'assemblea dell' Oms ha approvato una risoluzione che sancisce l'accordo di "avviare al momento opportuno e in consultazione con gli Stati membri - si legge nel testo - un processo graduale di valutazione imparziale, indipendente e globale della risposta sanitaria coordinata dall'Oms" nella crisi del coronavirus. - Il documento approvato dalla plenaria esorta tra le varie cose gli Stati membri a "fornire finanziamenti sostenibili all'Organizzazione mondiale della sanità per garantire che possa rispondere pienamente alle necessità di salute pubblica nella risposta globale al coronavirus". In fine sulla lettera di Trump ecco la risposta: "Confermiamo di aver ricevuto la lettera del presidente degli Stati Uniti. Stiamo studiando il contenuto".

Von der Leyen

La presidente della Commissione Europea, Ursuyla von der Leyen ritiene che una volta passata la pandemia da coronavirus  si debba "guardare a modi per modernizzare l'Oms per rispondere alle nuove sfide. Ma per ora concentriamoci sulla sfida immediata, questo è il tempo della cooperazione. E l'Ue giocherà sempre per la squadra".

Conte: "Non eravamo preparati"

Il premier Giuseppe Conte è intervenuto all'Assemblea mondiale della salute: "Ammettiamolo: non eravamo completamente preparati per una crisi globale così grande". Il presidente del Consiglio ha poi sottolineato come l'Italia stia entrando nella fase 2 con "cauto ottimismo e senso di responsabilità. I sacrjfici degli italiani hanno dato frutti". Nel suo intervento Conte ha toccato anche il tema del vaccino: "Garantire un accesso universale ed equo a questi trattamenti salvavita. Non dovremmo lasciarci nessuno alle spalle. La lotta è lungi dall'essere finita"