Donald J. Trump durante il briefing alla Casa Bianca (Ansa)
Donald J. Trump durante il briefing alla Casa Bianca (Ansa)

Washington, 19 marzo 2020 - "Il mondo pagherà a caro prezzo il fatto che la Cina ha rallentato la condivisione delle informazioni sul virus", Donald Trump attacca Pechino per il coronavirus. Il presidente Usa si è presentato sicuro agli americani: "Gli Stati Uniti torneranno più forti di prima", ma la preoccupazione cresce, e lo dimostra il fatto che fino a pochi giorni fa elogiava il lavoro compiuto da Xi Jinping per contrastare la diffusione del virus, e ora attacca duramente Pechino, continuando a parlare di "virus cinese", nonostante le proteste del gigante asiatico.

Trump: "Virus cinese"

In una foto che circola sul web, durante il briefing del presidente sul coronavirus alla Casa Bianca, si vede chiaramente la parola "corona" cancellata e sostituita con "cinese" nei suoi appunti. E infatti il tycoon ha aperto il suo intervento chiamando il Covid-19 "virus cinese", come risposta alla teoria di un funzionario di Pechino che ha accusato i militari Usa di aver portato il virus nella patria del Dragone.

Trump è anche arrivato a minacciare "ripercussioni" contro il gigante asiatico per il ritardo: "Ci stiamo lavorando", ha risposto ai giornalisti, poi si è lamentato: "Sarebbe stato molto meglio se avessimo conosciuto le cose mesi prima perché avremmo potuto contenere il virus nell'area della Cina da cui è partito. E certamente ora il mondo sta pagando e pagherà un prezzo molto alto per quello che hanno fatto".

"Il primo ad agire contro la pandemia"

Trump ha anche rivendicato: "Io sono stato il primo ad agire contro la pandemia, gli altri Paesi hanno seguito il mio esempio. Io ho messo, per primo, il divieto all'ingresso dei cinesi negli Stati Uniti, parliamo di diecimila ingressi al giorno. E i media mi definirono razzista per questo". Aggiungendo: "Se avessimo proibito l'entrata a decine di migliaia di cinese, non saremmo in questa situazione. I media lo sanno ma non lo vogliono scrivere".

Boom di casi in Usa

Il boom di casi nelle ultime 24 ore, che aumentano per i test effettuati, spaventa: il numero dei pazienti positivi in tutti gli Stati Uniti è di oltre 10.000. Tremila in più del giorno precedente. Il bilancio delle vittime sale a 152.

Trump e le autorità sanitarie Usa hanno confermato che ci vorrà almeno un anno per vedere in campo il vaccino anti Covid-19. Intanto via libera ai test con un antimalarico, definito dal presidente  un "punto di svolta", visto che ha mostrato "risultati molto incoraggianti". Trump ha anche citato il farmaco antivirale chiamato Remdesivir, usato contro l'Ebola, come un altro possibile trattamento contro il coronavirus. Ma quest'ultimo è ancora all'esame della Fda, Food and Drug Administration, l'ente governativo Usa che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici.

E' diventato legge il pacchetto di aiuti da 100 miliardi di dollari approvato dal Congresso che prevede congedi pagati e test gratuiti per fra fronte all'emergenza coronavirus: oggi il presidente americano lo ha firmato. Il pacchetto prevede due settimane di congedi per malattia pagate e la possibilità di esami gratuiti per verificare la positività al virus.

New York verso lockdown

New York, dove si registrano quasi 4.300 casi, è sul baratro del lockdown, e il dipartimento di Stato si appresta a innalzare l'allerta viaggi al 'livello 4', il 'Do Not Travel', non viaggiare all'estero: blocco totale che riguarda gli spostamenti da e verso tutti i Paesi del mondo, quindi anche gli americani in patria e quelli all'estero. A questi ultimi si consiglia di rimpatriare immediatamente o di mettersi al sicuro. 

Navi da crociera - ospedali

Il tycoon ha reso noto che, dopo una telefonata Micky Arison, presidente della Carnival Cruise, alcune navi da crociera saranno messe a disposizione delle autorità Usa per essere usate come navi ospedale. Queste affiancheranno a quelle già messe a disposizione dalla US Navy, ha detto Trump, saranno ormeggiate a New York, Los Angeles e San Francisco.

Trump cancella il G7 di Camp David

Per ultimo è giunta la notizia che Donald Trump ha cancellato il summit dei leader del G7 previsto a Camp David a giugno. Il vertice si svolgerà quindi in videoconferenza, come già accaduto all'inizio di questa settimana. Trump fa anche sapere che organizzerà delle videoconferenze con i leader delle maggiori potenze mondiali anche ad aprile e a maggio.