Donald Trump partecipa alla giornata dei veterani (Ansa)
Donald Trump partecipa alla giornata dei veterani (Ansa)

New York, 12 novembre 2020 - Al Dipartimento di Stato la casella di posta per Joe Biden è piena. Ci sono decine di messaggi di congratulazioni provenienti dal resto del mondo, ma lui non può vederli. Donald Trump l’ha bloccata insieme al “processo di transizione” che prevede uffici, computer telefoni finaziamenti federali e uso dell'Fbi per lo “screening” dei 4.000 nuovi funzionari. Cerca soprattutto di impedire a Biden come invece è tradizione che il presidente eletto possa accedere ai breefing quotidiani dell’intelligence e della Difesa sulle condizioni di sicurezza del Paese e sui dossier internazionali.

Trump sa perfettamente che la sua battaglia legale aperta in 4 Stati (Georgia, Arizona, Michigan e Pennsylvania) sarà perdente, ma punta sul trascinamento delle cause fino alla proclamazione dei grandi elettori prevista per il 14 dicembre. Non riconosce Biden come "presidente eletto" ma non si potrà opporre quando sarà un "presidente certificato" dai voti elettorali. Non ammetterà la sconfitta davanti ai suoi fan, non inviterà Biden alla Casa Bianca insieme alla moglie, ma secondo quanto sostengono anche i suoi consiglieri più vicini, lascerà la Casa Bianca mercoledi 20 gennaio. E quella sarà l’indiretta comunicazione della resa.

Joe Biden però anche se pubblicamente si dimostra calmo e paziente, rimane determinato a non perde tempo. Wilmington in Delaware è diventata una sorta di seconda capitale a 90 minuti di treno da Washington. Il "presidente eletto" sta concentrando la sua prima azione di governo parallelo nella battaglia contro il Covid. Dopo aver invitato tutta l’America a indossare le mascherine e incaricato 12 scienziati per costituire una nuova task force anti-virus,ieri ha creato una sorta di braccio operativo che renderà i suoi provvedimenti esecutivi un minuto dopo la sua inaugurazione il 20 gennaio. E per coordinare tutte queste decisioni e l’intera agenda democratica, Biden ha annunciato da poche ore che Ron Klain, 59 anni, suo braccio destro negli 8 anni da vice-presidente (nominato da Obama anche Zar nella lotta contro Ebola) sarà il nuovo capo di gabinetto della Casa Bianca. Ma non solo: il presidente in pectore oggi ha avuto un colloquio telefonico con Papa Francesco, che ha offerto "le sue benedizioni e congratulazioni".  Biden, dal canto suo, "ha espresso il suo desiderio di lavorare insieme sulla base della comune fede nella dignità ed eguaglianza di tutti gli esseri umani su questioni come le persone emarginate e povere, la crisi del climate change, dare il benvenuto e integrare gli immigrati e i rifugiati nelle nostre comunità". 

Mentre in Georgia è già iniziato il primo riconteggio manuale con Biden in vantaggio di oltre 14.000 voti, lo Stato del sud si prepara a diventare il nuovo campo di battaglia nazionale perché il 5 gennaio si terranno i ballottaggi per 2 posti da senatore. Potrebbero dare ai repubblicani che già ne hanno 50 il controllo del Senato. Se così fosse, come appare piuttosto probabile, l’attuale leader Mitch McCollen diventerà il secondo uomo più potente d’America dopo Biden e si indebolirebbe in fretta il ruolo di Trump non appena tornerà un libero cittadino. Ma fino al 5 gennaio e per altre due settimane, il presidente rimane il grande padrone e timoniere di "Make America Great Again". Ha ottenuto quasi 73 milioni di voti (Biden 78 milioni) e non vuole disperdere questo patrimonio. Sabato a Washington ci sarà l'adunata di oltre 10.000 dei suoi fan e vuole tenerli mobilitati per future battaglie. Il ricorso legale contro il verdetto delle urne guidato da Rudy Giuliani è una mossa solo teatrale, per farsi riconoscere almeno l’onore delle armi. Ma se non manderà messaggi chiari anche i parlamentari stanno per farsi sentire. Oltre a Romney che si è già congratulato con Biden, altri 4 senatori fedelissimi gli hanno dato tempo fino a venerdì poi chiederanno pubblicamente di dare avvio alla transizione.

Nel bunker della Casa Bianca il presidente sconfitto continua a non parlare ma si è incontrato a pranzo col suo vice Pence, col segretario di Stato Pompeo e col ministro del Tesoro Mnuchin. I suoi funzionari stanno preparando una raffica di ordini esecutivi che vuol firmare prima di andarsene. Vanno dall’assistenza medica alla Cina, dall’immigrazione alla scuola. Gli uomini nuovi del Pentagono invece potrebbero tentare un blitz anticipando il ritiro di tutte le forze Usa in Afghanistan e nelle zone di guerra entro Natale, mentre anche qualche missile contro gli impianti atomici iracheni potrebbe far parte del pacchetto per punire Teheran che non si è voluta sedere al tavolo con lui per rinegoziare l’intesa raggiunta all’Onu dalla quale Trump era uscito. Nel toto nomine intanto per il prossimo gabinetto Biden, oltre a quello del senatore Sanders al Lavoro e della senatrice Warren al Tesoro, è spuntato secondo Fox News il nome Hillary Clinton come probabile ministro della difesa.