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9 mar 2022

Morto il primo uomo ad aver ricevuto il cuore di un maiale. La storia di David Bennett

Primo uomo a ricevere il cuore di un maiale geneticamente modificato. Aveva 57 anni, era stato operato due mesi fa

9 mar 2022
epa09677907 A handout photo made available by the University of Maryland School of Medicine (UMSOM) that shows Surgeon Bartley P. Griffith, MD leading a team that operated a successful transplant of a genetically-modified pig heart in a first-of-its-kind surgery on a 57-year-old patient, David Bennett, with terminal heart disease, at the University of Maryland Medical Center in Baltimore, Maryland, USA, 07 January 2022 (Issued 10 January 2022).  EPA/University of Maryland School of Medicine (UMSOM) / HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
Un momento del trapianto e, nel riquadro, Bennett con il chirurgo
epa09677907 A handout photo made available by the University of Maryland School of Medicine (UMSOM) that shows Surgeon Bartley P. Griffith, MD leading a team that operated a successful transplant of a genetically-modified pig heart in a first-of-its-kind surgery on a 57-year-old patient, David Bennett, with terminal heart disease, at the University of Maryland Medical Center in Baltimore, Maryland, USA, 07 January 2022 (Issued 10 January 2022).  EPA/University of Maryland School of Medicine (UMSOM) / HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
Un momento del trapianto e, nel riquadro, Bennett con il chirurgo

Washington, 9 marzo 2022 - È morto David Bennett, il primo uomo nella storia a ricevere un trapianto di cuore da un maiale, geneticamente modificato. Era stato operato in gennaio: due mesi dopo lo storico intervento, il 57 Bennett si è spento. A confermare la scomparsa l'Università del Maryland, la cui équipe ha esguito il trapianto.  I medici non hanno specificato quale siano state le cause del decesso, nel comunicato diffuso dall'Istituto si legge che "le sue condizioni hanno iniziato a peggiorare diversi giorni fa". E ancora: "Dopo che è diventato chiaro che non si sarebbe ripreso, gli sono state somministrate cure palliative. È riuscito a parlare con la sua famiglie nelle sue ultime ore di vita". Il figlio di Bennett ha ringraziato l'ospedale di Baltimora per aver tentato con questo ultimo esperimento di aver salvato il padre. La famiglia spera che questa sia la strada per porre fine alla carenza di organi per i trapianti. "Ci auguriamo che questo possa essere l'inizio della speranza, e non la fine", ha detto David Bennett Junior

Il padre, un tuttofare di Hagerstown, nel Maryland, era candidato al trapianto dal momento che, senza, sarebbe incorso in morte certa. Non era idoneo per ricevere un cuore umano, per lui l'unica speranza era quella di sottoporsi al trattamento sperimentale. David sapeva che era un trapianto ad alto rischio e che non esisteva nessuna garanzia di riuscita. "O morire o fare questo trapianto. Io voglio vivere, è un salto nel buio, ma è la mia ultima scelta", le sue parole prima di firmare il via libera all'operazione. 

Gli esperti del Maryland hanno quindi modificato geneticamente il cuore del maiale, eliminando i geni responsabili del rigetto e inserendone altri di tipo umano, così da aiutare il corpo del paziente ad 'accettare' l'organo. L'intervento è riuscito e in una prima fase il paziente rispondeva positivamente, tanto che l'ospedale diramava periodicamente bollettini che trasmettevano fiducia sul buon esito del trapianto. Di un mese fa il video in cui  il 57enne guardava il Super Bowl dal letto del nosocomio, mentre effettuava una seduta di fisioterapia. Quindi il peggioramento, alcuni giorni fa, e la notizia del decesso. Bennett ha vissuto più di chiunque l'altro con un cuore animale nel petto. Nel 1984 Baby Fae, un neonato californiano in fin di vita, ricevette in trapianto il cuore di un babbuino. Morì dopo 21 giorni. 

Il problema della carenza di organi per i trapianti è enorme negli Stati Uniti. In lista ci sono 106mila persone, migliaia muoiono ogni anno senza essere stati sottoposti a intervento e migliaia non vengono nemmeno inseriti nella lista d'attesa, tanto non avrebbero nessuna possibilità di arrivare in vita al trapianto. "Siamo devastati dalla perdita del signor Bennett - ha dichiarato Bartley Griffith, il chirurgo che ha operato il 57enne -. Ha dimostrato di essere un paziente coraggioso e nobile, ha combattuto fino alla fine".

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