Bob Kennedy dopo essere stato colpito: aveva 42 anni
Bob Kennedy dopo essere stato colpito: aveva 42 anni
Questa mattina dopo 53 anni di carcere e 15 richieste di libertà sulla parola sempre respinte, Sirhan Sirhan potrebbe uscire dalle carceri della California dov’è rimasto rinchiuso per più di mezzo secolo per aver assassinato il 5 giugno del 1968 il senatore Robert Kennedy destinato a diventare il nuovo presidente degli Stati Uniti a Los Angeles dove aveva appena tenuto un comizio. Sirhan ha centrato Bob Kennedy nelle cucine dell’hotel Ambassador con 4 colpi, uno alla testa e tre alla schiena. Il senatore è morto 26 ore dopo mentre lo sparatore confessava subito la sua responsabilità alla polizia. Con la pistola ancora in mano lo hanno bloccato due ex giocatori di football amici di Kennedy. Le prove schiaccianti a suo carico (anche se alcuni testimoni oculari sostengono che furono due le pistole a...

Questa mattina dopo 53 anni di carcere e 15 richieste di libertà sulla parola sempre respinte, Sirhan Sirhan potrebbe uscire dalle carceri della California dov’è rimasto rinchiuso per più di mezzo secolo per aver assassinato il 5 giugno del 1968 il senatore Robert Kennedy destinato a diventare il nuovo presidente degli Stati Uniti a Los Angeles dove aveva appena tenuto un comizio.

Sirhan ha centrato Bob Kennedy nelle cucine dell’hotel Ambassador con 4 colpi, uno alla testa e tre alla schiena. Il senatore è morto 26 ore dopo mentre lo sparatore confessava subito la sua responsabilità alla polizia.

Con la pistola ancora in mano lo hanno bloccato due ex giocatori di football amici di Kennedy. Le prove schiaccianti a suo carico (anche se alcuni testimoni oculari sostengono che furono due le pistole a sparare) e i colpi sparati a bruciapelo lo spinsero dritto alla condanna a morte nel 1969. Il giovane killer di origine palestinese aveva da poco compiuto 25 anni e mentre sparava il suo alito puzzava pesantemente di alcool.

In cella d’isolamento disse più volte "voglio essere giustiziato... fatelo presto", ma dopo qualche anno nel braccio della morte, mentre gli avvocati si aggrappavano agli appelli, la California considerò incostituzionale la pena di morte e con effetto retroattivo anche la sentenza contro Sirhan Sirhan venne trasformata nel 1972 in "carcere a vita con possibilità di uscire sulla parola". Per qualche tempo sostenitore del "comunismo contro il capitalismo in America" dove sarebbe arrivata secondo lui la dittatura del proletariato, Sirhan in cella si dedicò allo studio delle religioni.

Arrivato negli Usa quando aveva solo 12 anni, alto poco più di 165 centimetri e di soli 54 chilogrammi di peso, dopo le scuole superiori, aveva lavorato in California come stalliere per la sua grande passione dei cavalli. Pensava di avere un futuro come fantino, ma cadde e si infortunò subito e fu costretto a cercarsi un lavoro normale. "L’unica mia conoscenza di Robert Kennedy – disse – era la sua frase quando disse che se fosse stato eletto presidente avrebbe mandato almeno 50 Fanthom in Israele per combattere le aggressioni arabe".

A distanza di tanti anni c’è chi pensa che quell’assassinio, dopo quello di John Kennedy e Martin Luther King, sarebbe stato il primo ispirato dal conflitto arabo-israeliano.

Durante il processo la madre disse che da ragazzo Sirhan era stato traumatizzato dalla violenza esplosa nei territori occupati e soprattutto da un blindato giordano che aveva stritolato suo fratello maggiore nel tentativo di sfuggire ad un conflitto a fuoco con gli israeliani.

Quando 15 minuti dopo la mezzanotte di Los Angeles, nel giugno del 1968, intrufolatosi nelle cucine insieme agli ospiti che scortavano Robert Kennedy verso un’uscita d’emergenza dopo un comizio, gli è arrivato a meno di mezzo metro e gli ha sparato, tutta la sua rabbia è stata scaricata nelle pallottole calibro 22 della sua Iver-Johnson Cadet revolver. Non ha sparato nel mucchio. È come se Bob Kennedy fosse stato giustiziato.

Nei suoi 53 anni di carcere, Sirhan ha ripercorso decine di volte il suo gesto assassino per arrivare ad ammettere "ero ubriaco e arrabbiato, ossessionato dalla decisione di Kennedy di mandare gli aerei americani a Israele per uccidere. Ma adesso non ricordo quasi più nulla e sono molto addolorato per quello che ho fatto".

Il comitato di magistrati e psicologi che per 15 volte negli ultimi 20 anni ha esaminato la sua richiesta di libertà sulla parola ha sempre considerato Sirhan non più un pericolo pubblico ma non sufficientemente pentito. Nel 2019 l’ex fantino-killer che oggi ha 77 anni è stato aggredito in cella e pugnalato più volte. Adesso per ragioni di sicurezza vive in una cella singola. Questa mattina invocherà clemenza per la sedicesima volta, ma la novità è che la commissione sembra orientata a farlo uscire perché non c’è più alcuna opposizione. Se Sirhan riuscirà a lasciare la cella vedrà un’America ancora più spaccata di quella del 1968 e forse anche meno sicura per colpa del terrorismo internazionale e domestico.