Christian Lindner, 42 anni. Per la sua giovane età è stato soprannominato Bambi
Christian Lindner, 42 anni. Per la sua giovane età è stato soprannominato Bambi
Oggi a Berlino tutto è incerto, ma una cosa sicura c’è: con il prossimo governo tedesco si tornerà a parlare di rigore economico in Europa. Anche perché nel nuovo esecutivo, comunque vada, i liberali (i più rigoristi tra i partiti tedeschi) rivestiranno un ruolo chiave. È così professor Gros? Diciamo addio alle aperture sulle regole di bilancio? "Le aperture erano motivate dalla crisi della pandemia, ma l’atteggiamento della Germania verso le politiche di rigore resta sempre lo stesso", mette subito le cose in chiaro l’economista Daniel Gros, direttore del Ceps, uno dei più autorevoli centri di ricerca sui temi politico-economici di Bruxelles. E qual è l’atteggiamento? "Siamo in crisi, le regole si sospendono. Finisce la crisi, le...

Oggi a Berlino tutto è incerto, ma una cosa sicura c’è: con il prossimo governo tedesco si tornerà a parlare di rigore economico in Europa. Anche perché nel nuovo esecutivo, comunque vada, i liberali (i più rigoristi tra i partiti tedeschi) rivestiranno un ruolo chiave.

È così professor Gros? Diciamo addio alle aperture sulle regole di bilancio?

"Le aperture erano motivate dalla crisi della pandemia, ma l’atteggiamento della Germania verso le politiche di rigore resta sempre lo stesso", mette subito le cose in chiaro l’economista Daniel Gros, direttore del Ceps, uno dei più autorevoli centri di ricerca sui temi politico-economici di Bruxelles.

E qual è l’atteggiamento?

"Siamo in crisi, le regole si sospendono. Finisce la crisi, le regole ritornano. L’unica sfumatura sono i tempi: un rientro più o meno lento. Se la ripresa procede come ora, sarà nel 2023".

I liberali potranno accelerare il rientro nel rigore?

"Il patto di stabilità è molto importate per i liberali del Fdp, meno per gli altri partiti tedeschi. Però i liberali avranno sicuramente il ministero delle Finanze, che sarà affidato al loro leader Christian Lindner, un falco in materia economica. Per loro la solidità della finanza pubblica è fondamentale".

Spingerà il governo a ristabilire i paletti finanziari?

"Il potere del Fdp è circoscritto dalla coalizione. Sarà il contratto di coalizione a stabilire in maniera precisa come procedere nelle trattative sulle regole di bilancio europee. Entro certi limiti le regole potranno essere interpretate".

In che modo?

"Soprattutto sul fronte degli investimenti. Nel futuro governo avranno un ruolo importante anche i Verdi e sarà decisivo il tema della transizione ecologica. I deficit dovranno essere ridotti, anche in Germania, ma si arriverà a stabilire che gli investimenti verdi potranno essere esclusi dal calcolo del deficit. Potrebbe essere il punto di accordo".

Per l’Italia cosa cambierebbe?

"Per l’Italia dovrebbe contare poco, visto che ha già ottenuto con miliardi di investimenti dall’Europa destinati alla transizione ecologica. I fondi li ha avuti e quindi non dovrebbe valere il principio di escludere dal deficit i prossimi investimenti verdi. L’Italia può rimettere a posto i suoi conti se continua a crescere".

Cosa cambierebbe per la Germania e per l’Europa con un cancelliere Spd o con uno Cdu?

"Cambierebbe poco. Il ministro delle Finanze sarà comunque un liberale. E poi non pensiate che il leader della Spd, Scholz, sia favorevole alla crescita del debito. Sicuramente se dovesse esserci un’altra crisi la personalità del cancelliere può essere importante, e di Scholz ci si può fidare. Ma la Cdu non scompare, continua a esprimere un ceto politico e una parte importante del Paese".

Come è possibile che sia quasi indifferente un cancelliere Cdu o Spd?

"In Germania il potere del cancelliere è limitato. Il Paese ha una costituzione federale e il potere dei Land è forte, ogni progetto di innovazione, di miglioramento, si scontra con le regioni che fermano tutto e non vogliono cambiamenti".

Con il nuovo governo Berlino cercherà di essere la guida dell’Europa?

"I governi sono eletti per difendere gli interessi nazionali. La Merkel non si è sottratta davanti ai problemi europei, ma se non c’è una crisi i tedeschi vogliono essere lasciati in pace. Non hanno le velleità di Macron".

Il futuro della Germania?

"Inizia un periodo di declino. Sarà relativo e lento, ma in una decina di anni renderà i tedeschi più scettici verso Bruxelles e meno pro europei".

Nostalgia della Merkel?

"Può darsi di sì. Laschet è destinato a sparire".

Ma perché Frau Angela non ha preparato un successore adeguato?

"Perché intorno a lei nessuna personalità forte è sopravvissuta a lungo".