Hong Kong, il tifone Mangkhut (foto Ansa)
Hong Kong, il tifone Mangkhut (foto Ansa)

Roma, 16 settembre 2018 - Non si placa la furia del tifone nelle Filippine. Il bilancio delle vittime è salito a 69 morti e decine di dispersi, ma secondo il sindaco della città di Itogon, "si temono fino a 100 morti". Nel Nord, una frana ha travolto una miniera: 7 persone sono morte e 40 sono intrappolate. Dopo aver seminato distruzione in queste zone, la violenta tempesta denominata Mangkhut si è impossessato di Hong Kong, dove ha causato centinaia di feriti. Quindi ha toccato terra in Cina dove già si contano le prime due vittime nella provincia meridionale di Guangdong. Sette città e circa mezzo milione di persone sono state già evacuate, mentre le autorità di Macao hanno chiuso per la prima volta tutti i casinò. A Hong Kong l'allerta è alta: il servizio meteorologico della città, l'Hong Kong Observatory, ha consigliato ai cittadini di tenersi lontano dal Victoria Harbour dove si registra già un innalzamento delle acque. Quasi 900 voli sono stati cancellati e gli abitanti si sono rifugiati al chiuso per venti fino a 170 chilometri orari. Molte finestre di tetti e case sono stati distrutti.

VIDEO I grattacieli oscillano

VIDEO I crolli

I governi di Cina e Filippine hanno deciso di comune accordo di cancellare una visita del ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, prevista per oggi. Intanto negli Usa imperversa l'uragano Florence: declassato a tempesta tropicale, ora il pericolo è quello di alluvioni e esondazioni.

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LA SITUAZIONE NELLE FILIPPINE - E' in corso la conta dei danni. Le autorità sottolineano che il bilancio delle vittime, al momento 30, potrebbe essere molto più alto e che una conta definitiva potrà essere fatta solo a fenomeno esaurito. Il presidente, Rodrigo Duterte, ha sorvolato in elicottero le aree più devastate della provincia di Cagayan e si è recato nella città di Tuguegarao. Il potente tifone, che ha trovato sul suo cammino almeno 5 milioni di persona, ha sferzato con venti fino a 305 chilometri orari il cuore agricolo dell'isola di Luzon, lasciando una scia di devastazioni: alluvioni, frane, alberi sradicati. Le fattorie della zona, che producono gran parte del riso e mais della nazione, colpite dalle inondazioni, hanno visto travolte dal fango le loro coltivazioni a solo un mese dal raccolto. Migliaia gli sfollati. Tra le città più colpite c'è Baggao, nel nord dell'isola: la tempesta ha fatto crollare case, strappato tetti e linee elettriche. Alcune strade sono state bloccate da frane.

Del totale dei decessi, ben 24 sono avvenuti nella regione di Cordillera (compresa una famiglia di persone la cui casa è stata sommersa dal fango), quattro a Nuova Vizcaja uno a Ilocos. Nella Nuova Vizcaya un 36enne e i suoi due figli, uno di due anni e l'altro di appena otto mesi, sono deceduti per lo smottamento che ha investito la loro casa mentre il resto della famiglia si trovava in un centro di evacuazione. Non si hanno notizie di vittime nelle province di Cagayan e Isabella, sulla costa nord-orientale di Luzon, dove ha toccato terra il tifone. Le autorità stanno cercando i dispersi ma sono anche mobilitate per ripristinare l'energia elettrica e le comunicazioni nelle aree colpite.

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