(Foto: AFP PHOTO/TANG CHHIN Sothy)
(Foto: AFP PHOTO/TANG CHHIN Sothy)
Ci vorrà almeno una settimana prima che i bambini salvati nella grotta in Thailandia possano finalmente riabbracciare i propri cari. All’ospedale Prachanukroh di Chiang Rai, i giovanissimi calciatori stanno infatti ricevendo tutte le cure mediche e psicologiche del caso, riabituandosi a un'alimentazione regolare e alla luce naturale, dopo il lungo digiuno forzato e i giorni passati al buio.

Tra le ragioni della "quarantena" preventiva (che in questo caso non durerà davvero 40 giorni) spicca soprattutto la necessità di scongiurare la presenza di una rara patologia trasmessa dai pipistrelli; della cosiddetta "malattia delle caverne"; nonché della leptospirosi, tre disturbi da cui bisogna guardasi le spalle quando ci si avventura, come in questo caso, in una grotta senza le dovute precauzioni.

PERICOLO PIPISTRELLI
"Quello che ci interessa maggiormente sono le infezioni", ha dichiarato un medico all'agenzia Reuters, spiegando che in una grotta "ci sono molti i tipi di malattie, in quanto, dall'acqua ai pipistrelli, tutto è molto sporco". In tema di pipistrelli, l'attenzione degli operatori sanitari si è concentrata soprattutto sul poco noto virus Nipah, che causa una patologia zoonotica (cioè che può essere trasmessa dagli animali all'uomo) di recente scoperta.

Per quanto rara, la malattia da virus Nipah, che è caratterizzata da febbre, encefalite e problemi respiratori, si è manifestata con focolai sporadici proprio nel sud-est asiatico, e ha il potenziale per diventare pandemica in Thailandia. Qualche rassicurazione c'è comunque già stata: i bambini hanno infatti riferito di non avere avvistato animali selvatici, mentre diversi esperti ritengono improbabile che i pipistrelli siano soliti spingersi così in profondità nella grotta di Tham Luang.

MALATTIE NASCOSTE TRA LE ROCCE
Un altro possibile rischio riguarda l'istoplasmosi, nota anche come "malattia delle caverne" (in inglese, cave desease). Si tratta di un'infezione originata dal fungo Histoplasma capsulatum, che attraverso le feci di pipistrelli e uccelli penetra nel terreno, per poi diffondersi nell'aria sotto forma di spore non visibili a occhio nudo. L'agente patogeno può colpire le vie polmonari soprattutto dei soggetti con un sistema immunitario debilitato, anche se c'è il vantaggio che non può essere trasmesso da persona a persona.

In questo quadro, i medici devono inoltre tenere conto del rischio leptospirosi, malattia infettiva acuta che può portare a danni renali, emorragia polmonare e meningite. L'infezione è causata dagli spirocheti del genere Leptospira, che si trovano facilmente nell'urina animale e nell'acqua che la contiene. Non si può quindi escludere che i bambini siano venuti a contatto con il batterio dissetandosi o durante il viaggio acquatico intrapreso per uscire dalla grotta.

UN SOSPIRO DI SOLLIEVO
Sebbene due bambini abbiano evidenziato i sintomi di una lieve infezione polmonare, i bollettini trapelati finora lasciano ben sperare che la disavventura si possa concludere senza ulteriori strascichi. L'ottimismo fatto trasparire dai medici è legato anche al fatto la sfortunata comitiva era composta da giovani sportivi con un robusto sistema immunitario. La "quarantena" dovrebbe quindi terminare a breve, lasciando in dote solo qualche ricordo poco piacevole.