Thailandia, i soccorsi nella grotta (Ansa)
Thailandia, i soccorsi nella grotta (Ansa)

Bangkok, 11 luglio 2018 - Nelle pieghe del salvataggio 'miracoloso' dei 12 bambini rimasti intrappolati per giorni nella grotta di Tham Luang, in Thailandia, emergono a ripetizione storie commoventi, corollario della vicenda che ha tenuto col fiato sospeso tutto il mondo e che per fortuna si è risolta con un lieto fine.
Tra gli ultimi soccorritori emersi dal ventre della terra c'è Richard Harris, 53enne medico e sub, da molti acclamato come un eroe per il suo infaticabile lavoro per salvare i bambini. Poco dopo aver raggiunto la superficie, il medico ha scoperto che suo padre era morto in Australia mentre lui era nella grotta. A raccontarlo è un collega nella clinica dove lavora in patria: non specifica la causa della morte del padre, ma sottolinea che non era malato al momento della partenza del figlio per la Thailandia. Per Richard Harris, quindi, è stata una notizia-choc.

Il medico-eroe si era unito alla missione di soccorso su esplicita richiesta di altri sub inglesi impegnati nelle operazioni, e annullando vacanze già programmate. E' lui che ha dovuto decidere l'ordine d'uscita dei 12 ragazzini e dell'allenatore, in base a una valutazione delle loro condizioni di salute. Harris è particolarmente ammirato nel settore per le sue esplorazioni di grotte in Australia e Nuova Zelanda. Nel 2011, piegato dal lutto, aveva compiuto l'impresa di ripescare una sua compagna di immersioni rimasta senza ossigeno in un'esplorazione in Australia, riportandone in superficie il suo corpo senza vita lungo l'estenuante risalita di 8 km.

I bambini liberati: "Fateci tornare a casa"

Come evitare ai ragazzini lo stress post-traumatico

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COME STANNO I RAGAZZINI - Nei 18, lunghissimi giorni sottoterra, i 12 baby-calciatori hanno perso solo due chili ciascuno: è una delle curiosità che filtrano sullo stato di salute dei bambini, raccontata da un funzionario del ministero della Sanità di Bangkok.
I genitori ancora non hanno potuto riabbracciare i loro figli, in quarantena in ospedale per una settimana, ma li hanno visti attraverso un vetro e hanno parlato con loro per telefono. Il dottor Tongchai Lertvirairatanapong ha detto che i ragazzi sono in "buone condizioni" nonostante la perdita di peso e ha riconosciuto il merito al loro coach, il 25enne Ekkapol Ake Chantawong, un ex monaco che è stato l'ultima persona a essere portata in salvo dalla straordianria squadra di sommozzatori. "Devo esprimere parole di elogio per il coach che si è preso cura in maniera eccellente dei giovani calciatori", ha detto Lertvirairatanapong.

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COSA MANGIANO - I bambini, racconta ancora l'ufficiale medico, non hanno mangiato nulla nei nove giorni prima di essere trovati. Una volta usciti, alcuni hanno chiesto espressamente di poter mangiare pane e cioccolato, ma alla maggior parte è stato dato uno speciale latte ricco di elementi nutrienti.
I ragazzini potranno presto riabbracciare mamma, papà e fratelli ma solo indossando abiti protettivi per ridurre il rischio di infezioni. Non sarà una lunga attesa, prima della normalità: dovrebbero essere tenuti in ospedale non oltre una settimana, il tempo che il loro sistema immunitario si rafforzi. "Alcuni hanno infezioni muscolari, raffreddore, influenza, e altri problemi psicologi e hanno bisogno di ridurre lo stress,", ha detto ancora Lertvirairatanapong.

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