Londra, 21 luglio 2019 – British Airways ha annunciato la cancellazione dei suoi voli diretti al Cairo per 7 giorni, per “motivi di sicurezza” in conseguenza di un allarme lanciato dal Foreign Office sul rischio terrorismo. La decisione giunge in un momento di crescenti tensioni in Medio Oriente a seguito del sequestro di una nave inglese da parte dei pasdaran iraniani nello Stretto di Hormuz, legato alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti all’Iran. Esiste presumibilmente un collegamento tra le diverse questioni legate alla sicurezza, visti gli attuali scenari geopolitici e il fatto che il Cairo dista 2.500 chilometri da Hormuz costituisce l'anello di congiunzione.

Regno Unito - British Airways ha messo in relazione la decisione di procedere alle cancellazioni con quello che definisce il suo costante monitoraggio delle misure di sicurezza in tutti gli aeroporti in cui opera, "una misura precauzionale in vista di un’ulteriore valutazione". La misura precauzionale è stata presa secondo criteri di security, una sfumatura con cui la lingua inglese distingue la protezione delle persone da un pericolo pubblico generico. "Stiamo costantemente rivedendo i nostri accordi di sicurezza in tutti gli aeroporti, abbiamo sospeso per sette giorni i voli per il Cairo come precauzione per consentire ulteriori valutazioni”, ha precisato la compagnia aerea britannica in un comunicato. 

Germania - Anche Lufthansa ha congelato le rotte verso l’Egitto per 24 ore a partire da ieri, al fine di accertare meglio l’entità della minaccia, e il portavoce della compagnia di bandiera tedesca ha precisato che la compagnia opera due voli al giorno per il Cairo, uno da Francoforte e l’altro da Monaco; ora comunque i collegamenti per il Cairo con questo vettore sono ripresi regolarmente. 

Egitto - Le autorità egiziane, da parte loro, difendono l’affidabilità delle infrastrutture. “Tutti gli scali egiziani sono sicuri. La sicurezza va oltre le normali procedure”, ha dichiarato Sameh al-Hefnawi, capo dell’ente per l’aviazione civile egiziana. Il Cairo teme che le decisioni prese dalle compagnie aeree danneggino l’industria turistica, vitale per l’economia del Paese. 

Italia - Da Roma, il Codacons ha chiesto ad Alitalia di seguire l’esempio delle altre linee aeree europee al fine di congelare momentaneamente i collegamenti con la capitale egiziana. “Riteniamo che la sicurezza dei passeggeri debba essere messa al primo posto da tutte le compagnie - ha spiegato il Codacons - e per questo chiediamo ad Alitalia, che opera numerosi voli dall’Italia per la capitale egiziana, di seguire l’esempio degli altri e sospendere momentaneamente quei voli in via precauzionale e fino a che non sarà garantita l’assenza di rischi per i viaggiatori”. 

Oman - Un appello a Iran e Regno Unito affinché venga trovata una soluzione diplomatica alla crisi innescata dal sequestro della petroliera è stato lanciato dal ministero degli Esteri omanita, che ha riferito di essere in contatto con le le parti per garantire il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Al contrario di altri Paesi del Golfo Persico, l’Oman mantiene ottime relazioni con Teheran, impegnata in un duro confronto con gli Stati Uniti. 

Israele - Alla luce delle tensioni nel Golfo Persico i responsabili israeliani alla sicurezza hanno deciso di rafforzare la protezione, nel timore di attacchi anche nei confronti di Tel Aviv, da parte di milizie vicine all’Iran. In un’intervista alla radio militare il ministro Yoav Galan ha affermato che gli iraniani hanno però commesso un errore tattico, perché ora la Gran Bretagna sosterrà sanzioni a cui in precedenza si era opposta. 

Iran - La capitaneria di porto della provincia iraniana di Hormozgan ha riferito che i 23 componenti dell’equipaggio della petroliera britannica sequestrata (quasi tutti indiani) restano confinati a bordo della nave ormeggiata in una zona sicura nel porto di Bandar Abas. Intanto a Teheran è giunta una delegazione ad alto livello di Hamas su invito dei dirigenti iraniani. Nei giorni scorsi i media locali hanno affermato che il numero uno di Hamas intendeva lasciare Gaza per guidare la missione palestinese, ma l’Egitto gli avrebbe impedito il transito sul suo territorio. L’ala militare di Hamas nei giorni scorsi aveva dichiarato gratitudine all’Iran per gli aiuti ricevuti.

Arabia Saudita - Come gesto di distensione, in seguito ai negoziati in corso, l’Arabia Saudita ha rilasciato, di sua iniziativa, una petroliera iraniana che era bloccata nel porto saudita di Gedda da maggio, e ora la nave si sta dirigendo verso le acque del Golfo Persico.