Roma, 19 agosto 2021 - Mentre dall'Afghanistan continuano a circolare immagini drammatiche delle evacuazioni e resta critica la situazione attorno all'aeroporto di Kabul, con madri che lanciano i figli oltre il filo spinato, dall'Italia l'ex premier Giuseppe Conte invita a un "dialogo serrato" con i talebani. "Bisogna che tutta la comunità internazionale - ha dichiarato il presidente M5s -, non solo l'Italia o solo l'Unione europea, ma insieme agli Stati Uniti, coinvolgendo anche Russia, Cina, Paesi limitrofi come il Pakistan, alimenti un dialogo serrato con il nuovo emirato islamico e con i talebani per costringerli, incalzarli sul rispetto diritti umani". "Quanto fatto in 20 anni per la scolarizzazione e l'aspettativa di vita delle donne - ha aggiunto - è un patrimonio che non possiamo disperdere. L'unico modo per farlo è stare addosso ai talebani, condizionare tutti gli aiuti di cui hanno bisogno a questi obiettivi: il rispetto dei diritti civili e umani fondamentali".

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Dopo la prima conferenza stampa (qui chi sono i leader talebani e la loro storia), in seguito alla presa di Kabul, sembrava profilarsi un regime "quasi moderato", con aperture all'occidente e rassicurazioni alle donne (sempre secondo i rigidi dettami della Sharia). Quasi perché già ieri un alto esponente, Waheedullah Hashimi, ha chiarito che "non ci sarà alcun sistema democratico" e "non discuteremo quale tipo di sistema politico dovremmo applicare", "è la legge della sharia e basta". E dal G7 è stato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a prenderne le distanze, ricordando che "è importante agire in maniera coordinata nei confronti dei talebani" e "giudicarli dalle loro azioni, non dalle loro parole". "Abbiamo a disposizione qualche leva, sia pur limitata, su di loro - ha proseguito -, come l'isolamento dalla comunità internazionale e la prosecuzione dell'assistenza allo sviluppo fornita finora". 

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La prima tra le priorità, ha rimarcato Di Maio, resta "la protezione dei civili. Manteniamo una presenza diplomatica in aeroporto - ha spiegato - per facilitare le operazioni di evacuazione, insieme a una squadra militare italiana e in stretto coordinamento con i partner internazionali a terra. Dobbiamo garantire la massima solidarietà e collaborazione per portare a termine le operazioni di evacuazione. Come abbiamo sempre detto: 'dentro insieme, fuori insieme'. Questo deve continuare ad applicarsi".

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Poi ha fatto il punto proprio sul fronte degli aiuti: "Con gli ultimi voli atterrati a Roma sono già arrivati in Italia più di 500 afghani, tra ex collaboratori e famiglie. Il nostro piano è trasferire in Italia circa 2.500 afghani che hanno collaborato negli anni con le Istituzioni italiane". "Negli ultimi giorni abbiamo evacuato la maggior parte dei nostri connazionali - ha spiegato Di Maio - e parte del personale locale dell'Ambasciata, insieme ad alcuni membri del personale locale della Delegazione UE a Kabul e dell'Ufficio Nato". 

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In serata, dopo l'emergere di alcune polemiche, l'ex premier Giuseppe Conte è intervenuto chiarendo le sue affermazioni: "Di fronte al disastro umanitario che è in corso in Afghanistan - ha detto -, dove sono in pericolo i più elementari diritti fondamentali, è vergognoso che in Italia ci sia chi gioca a strumentalizzare fatti e dichiarazioni per biechi fini di polemica politica". "La polemica - ha aggiunto - proviene dagli esponenti di quella stessa forza politica che ha inneggiato al "rinascimento arabo" e che ha sostenuto fideisticamente che il percorso che si stava compiendo in Afghanistan fosse risolutivo e privo di errori".

In realtà, ha ribadito Conte, "adesso è prioritario che l'Europa e l'intera comunità internazionale si facciano promotrici di corridoi umanitari per salvaguardare la vita di chi in questo momento è in pericolo e sta scappando dall'Afghanistan". E ha concluso: "Le armi hanno fallito e al momento non si preannunciano altre strade se non vogliamo abbandonare a se stessa la popolazione afgana. E adesso dobbiamo fare ricorso a tutti gli strumenti utili a ottenere questo obiettivo. Il M5S è impegnato in questo, ad altri lasciamo le rozze polemiche politiche".

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