L'auto con targa italiana su cui viaggiavano Luca Tacchetto e Edith Blais (Ansa)
L'auto con targa italiana su cui viaggiavano Luca Tacchetto e Edith Blais (Ansa)

Montreal, 18 gennaio 2018 - Edith Blais, la ragazza canadese scomparsa assieme all'italiano Luca Tacchetto in Burkina Faso, è viva. Ne è convinto il premier canadese Justin Trudeau, rispondendo a una domada: "Per quello che ne so io, sì", rivolgendosi a un giornalista. "Da quello che mi risulta, mi è sempre stato detto che si ritiene che sia viva".

Ora anche il governo canadese ipotizza un rapimento per spiegare la scomparsa della connazionale. La 34enne originaria del Quebec e il compagno veneto, Luca Tacchetto, 30 anni, sono spariti nel nulla più tre settimane fa, il 15 dicembre, mentre si trovavano in Burkina Faso, durante un viaggio verso il Togo.  

Restio fino ad oggi, il governo di Ottawa sembra ora anche lui puntare sul sequestro. Marie-Claude Bibeau, ministro per lo Sviluppo internazionale, ha confermato a Radio Canada che le autorità stanno trattando il caso come un rapimento, anche se fino ad oggi la mancanza di conferme aveva tenuto aperte più ipotesi.

Edith e Luca l'ultima volta sono stati visti nella città di Bobo-Dioulasso, nella zona Sud-Occidentale del Paese. Ore d'ansia ieri in Italia e in Canada per il ritrovamento di un "uomo bianco" ucciso da un arma da fuoco nella provincia di Soum. Alla fine è stato appurato che si trattava di un altro cittadino canadese, dipendente della società mineraria Progress Minerals, rapito da gruppo jihadista il giorno prima.

Una fonte del governo canadese, rimasta nell'anonimato, ha spiegato che ora Ottawa crede che i due, che stavano lavorando a un progetto di riforestazione per la ong Zion'Gaia, siano rimasti vittime di un sequestro o di rapina finita male. "Sono allo studio tutte le opzioni. Stiamo facendo il possibile", ha detto il ministro Marie-Claude Bibeau incontrando la famiglia Blais nella provincia del Quebec. "E' stato un incontro tra mamme", ha raccontato il ministro. "Abbiamo parlato molto di lei: sono due donne straordinarie, molto forti". Ancora in silenzio la famiglia di Edith: "Chiediamo ai media di tutelare la nostra privacy. Non possiamo aggiungere nulla a ciò che il ministro Bibeau ha già detto" sono state le uniche parole della madre di Edith, Jocelyne Bergeron.