Un'auto della polizia svizzera (Ansa)
Un'auto della polizia svizzera (Ansa)

Ginevra, 27 dicembre 2017  - Un poliziotto svizzero si è visto confermare da un Tribunale federale elvetico il reato di "pirata della strada", perché in un precedente processo era stato giudicato imprudente nell'esecuzione di un inseguimento nelle strade di Ginevra.

Nel 2014 l'agente in questione conduceva una volante della polizia quando la centrale ha segnalato un'automobile che viaggiava a velocità elevata e si è lanciato all'inseguimento con lampeggiante e sirena dispiegata. Nella foga della corsa raggiunse anche i 132 km/h in una zona con limite di 50 km/h. All'epoca un Tribunale di polizia lo condannò a un anno di carcere con condizionale per violazione particolarmente grave delle regole del codice della strada: infrazione conosciuta come "delitto di pirata della strada". 

Condannato anche dopo il primo appello alla Corte di Giustizia del cantone di Ginevra, il poliziotto ha presentato ricorso al Tribunale federale. Quest'ultimo ha riconosciuto il carattere di urgenza della corsa dell'agente, ma lo ha giudicato comunque imprudente e colpevole di avere messo in pericolo la vita di altre persone. Ricorso respinto e il "pirata" poliziotto dovrà pagare anche le spese legali, circa 2.550 euro.