L’esercito francese  (foto d'archivio)
L’esercito francese (foto d'archivio)
Uno stupro all’Eliseo. Un militare che violenta una collega in una "zona sensibile" del palazzo presidenziale, l’ala ultrasegreta che ospita lo stato maggiore particolare della presidenza della Repubblica. È accaduto nel luglio scorso. La notizia, rivelata ieri dal quotidiano Libération, ha scatenato una tempesta nel microcosmo politico francese. Un’inchiesta è aperta. Dopo l’affare Benalla, l’ex guardia del corpo di Macron condannato nel 2018 per aver picchiato un manifestante il primo maggio a Parigi, il nuovo episodio crea malessere e stupore fra le 800 persone che...

Uno stupro all’Eliseo. Un militare che violenta una collega in una "zona sensibile" del palazzo presidenziale, l’ala ultrasegreta che ospita lo stato maggiore particolare della presidenza della Repubblica. È accaduto nel luglio scorso. La notizia, rivelata ieri dal quotidiano Libération, ha scatenato una tempesta nel microcosmo politico francese. Un’inchiesta è aperta. Dopo l’affare Benalla, l’ex guardia del corpo di Macron condannato nel 2018 per aver picchiato un manifestante il primo maggio a Parigi, il nuovo episodio crea malessere e stupore fra le 800 persone che lavorano nella sede più prestigiosa del Paese.

Sollecitati dai media, i responsabili dell’Eliseo non hanno rilasciato dichiarazioni. Si sono limitati a dire che "i fatti sono stati portati alla conoscenza delle autorità" e che sono state prese "le opportune misure", vale a dire la sospensione della persona incriminata e l’attivazione di un aiuto psicologico per la vittima. Il fattaccio risale al primo luglio 2021. Quella sera il presidente Macron partecipa all’Eliseo a un brindisi in onore del generale Valéry Putz, vicecomandante dello stato maggiore particolare, che partirà qualche giorno dopo per assumere il comando militare in Nuova Caledonia. Sono state invitate alla cerimonia alcune decine di persone fra civili e militari. Il tempo è bello, la serata è gradevole nel parco curatissimo cui si accede direttamente dal salone presidenziale. Macron è di buon umore, pronuncia un breve discorso, poi i camerieri vanno e vengono con i vassoi. Si mangiano tartine, si beve champagne.

Verso le 22 il presidente si accomiata ed è a partire da quel momento che l’atmosfera si riscalda fra quelli che restano. C’è chi alza troppo il gomito, dimenticando dove si trova. Un’oretta più tardi i festeggiamenti si trasferiscono in una struttura attigua all’Eliseo che ospita gli uffici dello stato maggiore particolare. Sono locali ultra-protetti, inaccessibili ai non addetti ai lavori, in cui uno staff di una trentina di persone, quasi tutti militari, tratta ogni giorno i dossier più delicati: le missioni francesi all’estero, i segreti della difesa nucleare. Al comando del gruppo c’è il viceammiraglio Jean-Philippe Rolland.

È in una di quelle stanze che ha luogo lo stupro. Una giovane donna dell’Armée che era presente al brindisi di Macron subisce una violenza sessuale da parte di un altro militare. Tutti e due appartengono allo Stato maggiore. Si conoscono bene, si vedono tutti i giorni, lavorano insieme. Non si sa che cosa sia scattato nella testa dell’aggressore, sta di fatto che la donna lascia poco dopo l’Eliseo e si reca sconvolta nel più vicino commissariato di polizia, nell’ottavo arrondissement, per sporgere la denuncia che metterà in moto l’inchiesta giudiziaria. Il giovane sospettato è per il momento considerato "testimone informato dei fatti" e non è iscritto nel registro degli indagati, ma è stato allontanato dall’Eliseo.