Le donne parlano troppo. Alle riunioni la tirano per le lunghe. E intanto a casa la zuppa di miso si raffredda. Yoshiro Mori, capo del Comitato olimpico giapponese che si sta occupando dell’organizzazione di Tokyo 2020 flagellata dalla pandemia, si è risparmiato solo il riferimento alla zuppa. Ma la gaffe è planetaria, come l’imbarazzo. Per non sembrare prolisse andiamo ai fatti. Il ministero dell’Istruzione nipponica propone di estendere le nomine nei cda delle federazioni dei Giochi a un numero maggiore di signore, dal 20 al 40%. E il funzionario ex...

Le donne parlano troppo. Alle riunioni la tirano per le lunghe. E intanto a casa la zuppa di miso si raffredda. Yoshiro Mori, capo del Comitato olimpico giapponese che si sta occupando dell’organizzazione di Tokyo 2020 flagellata dalla pandemia, si è risparmiato solo il riferimento alla zuppa. Ma la gaffe è planetaria, come l’imbarazzo. Per non sembrare prolisse andiamo ai fatti.

Il ministero dell’Istruzione nipponica propone di estendere le nomine nei cda delle federazioni dei Giochi a un numero maggiore di signore, dal 20 al 40%. E il funzionario ex primo ministro, che a 83 anni evidentemente sogna di andare a letto presto, non ci sta: "Le riunioni a cui partecipano troppe donne in genere vanno avanti più del necessario". Non bastava il Covid, i presenti sobbalzano sulle sedie. Mori parla per esperienza e cita quella di presidente della Federazione di Rugby, dove a suo dire la rivalità femminile raggiunge punte altissime: "Se una di loro alza la mano per intervenire, le altre si sentono obbligate a rispondere. E finisce che tutte quante si ritrovano a partecipare". Insiste: "Mi è stato riferito che se incrementiamo la percentuale di donne nel board dobbiamo contenere la durata dei loro interventi altrimenti non la smettono di parlare. E la questione diventa problematica".

Mori non sa. Non deve avere mai partecipato a nessuna delle ormai storiche assemblee Fiat dove il mitico azionista Marco Bava, quanto a prolissità, riusciva a fare saltare i nervi persino all’Avvocato. E con l’incauta uscita scatena un terremoto politico. Sui social spopola l’hashtag: ‘Mori, per favore dimettiti’. La direttrice del comitato olimpico Kaori Yamaguchi punta alla giugulare: "La parità di genere e un maggior rispetto per le persone con disabilità sono valori fondamentali per gli organizzatori dei Giochi a Tokyo. È deplorevole che il presidente del comitato organizzatore faccia questi commenti".

Mori riconosce i commenti inappropriati, si scusa per la gaffe sessista ma non molla la poltrona: "Non ho intenzione di dimettermi. Mi sono battuto in questi sette anni. Se tutti mi dicono che sto dando fastidio, però, allora dovrei pensarci". In Giappone il problema dell’esclusone delle donne dai posti di potere è molto sentito. Quello delle gaffe anche. Il primo ministro Shinzo Abed fu costretto alla rimozione repentina di Yoshitaka Sakurada, ministro delle Olimpiadi, con il più cauto Shunichi Suzuki. Sakurada, al comando dei giochi della ricostruzione, aveva sminuito la tragedia di Fukushima con relativo tsunami che era costato la vita a più di 18mila persone. Poi si era detto profondamente deluso per la possibile assenza dalle Olimpiadi del nuotatore Rikako Ikee, al quale però era stata diagnosticata la leucemia. Se le donne parlano troppo forse è perché non vogliono essere fraintese.