Colombo, 3 giugno 2021 - L'incubo sta prendendo forma. Le autorità dello Sri Lanka si preparano allo scenario peggiore, la possibile marea nera sulle coste, innescata da una eventuale fuoriuscita di petrolio dalla nave portacontainer che ha bruciato per giorni e che affonda al largo del porto principale di Colombo. Vittima di un incendio durato tredici giorni, la MV X-Press Pearl è quasi completamente affondata. Lo Sri Lanka ha chiesto aiuto all'India per proteggere le sue coste: il disastro ecologico è già in corso ma potrebbe essere aggravato appunto da una fuoriuscita di petrolio. "Guardando il modo in cui la nave è bruciata, l'opinione degli esperti è che il petrolio a bordo potrebbe essersi esaurito, ma ci stiamo preparando per lo scenario peggiore", ha spiegato il comandante dei porti dell'isola, Nirmal Silva. Macchie di petrolio sono state avvistate nei pressi delle spiagge di Negombo, a circa 40 chilometri dalla capitale Colombo, ma la causa non è chiara.

La nave affondata in Sri Lanka (Ansa)

La Guardia costiera indiana ha già partecipato alle operazioni di spegnimento dell'incendio scoppiato a bordo il 20 maggio e una nave indiana con equipaggiamento specializzato è sul posto: sono pronte sostanze chimiche disperdenti il petrolio e skimmer a spazzola per ripulire la superficie, pronti per l'uso al minimo segno di una perdita.

I veleni a bordo

I proprietari della nave, la società X-Press Feeders, hanno confermato che il cargo sta lentamente andano a picco dopo il fallito tentativo di rimorchiarla. La nave trasportava una grande quantità di lubrificanti oltre a un "carico pericoloso" di 81 container, tra cui 25 tonnellate di acido nitrico. Intanto, tonnellate di granuli di plastica, destinati all'industria dell'imballaggio, sono già affiorati sulle coste, tra le più ricche di biodiversità dell'Asia meridionale.

Onde di due metri, pioggia e forte vento hanno impedito ai soccorritori di salire a bordo per valutare se la nave potesse essere rimessa a galla e spostata più al largo, ha aggiunto Silva, spiegando che in alternativa il cargo potrebbe essere spezzato in due in acque relativamente poco profonde.  Le autorità cingalesi, così come quelle di Singapore, hanno già avviato un'indagine sui fatti mentre, si apprende dal quotidiano cingalese Daily Mirror, una missione per il recupero del Registratore dei dati di viaggio (Vdr) della nave è già stata avviata.

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