La Stazione spaziale internazionale (Iss)
La Stazione spaziale internazionale (Iss)

Roma, 16 novembre 2021 - E' scontro aperto tra Stati Uniti e Russia per 'manovre' di Mosca nello spazio, giudicate pericolose dagli americani. La Nasa è furiosa, ma l'agenzia Roscosmos prova a rassicurare e il ministro Lavrov parla di "Ipoocrisia".

Cosa è successo

Il punto della questione: la Russia ha fatto un test militare con un missile lanciato nello spazio per colpire uno dei propri satelliti. Il missile ha distrutto il satellite ma ha anche innescato una pioggia di detriti che ha costretto i membri dell'equipaggio della Iss, la Stazione spaziale internazionale, a cercare riparo e prepararsi a una possibile evacuazione. Mosca inizialmente non ha confermato il test, ma gli Usa sono infuriati e parlano di "atto sconsiderato e pericoloso". Secondo gli Usa, la Russia ha testato un missile anti-satellite ad ascesa diretta, che ha colpito il satellite sempre russo e creato la pioggia di detriti nella bassa orbita terrestre: "Si sono già messi in moto più di 1.500 pezzi di detriti orbitali tracciabili e probabilmente se ne scateneranno centinaia di migliaia più piccoli", ha tuonato il Dipartimento di Stato.

Le repliche dalla Russia

Oggi è arrivata la replica dell'agenzia spaziale russa Roscosmos, ripresa dall'agenzia Interfax: "Per noi la priorità principale era ed è la garanzia di una sicurezza assoluta dell'equipaggio" della Stazione Spaziale Internazionale (Iss). E poco dopo intervento anche del ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov: "Affermare che la Federazione Russa crei rischi per le attività per l'uso pacifico dello spazio è quantomeno un'ipocrisia. Come avete correttamente detto, non ci sono fatti". E ancora: "Gli Stati Uniti sanno per certo che i frammenti creati in seguito al test missilistico, in termini di parametri dell'orbita, non hanno rappresentato e non rappresenteranno alcuna minaccia per le stazioni orbitali, i satelliti e l'attività spaziale". I frammenti del satellite Tselina-D, di epoca sovietica - viene segnalato -, "sono stati inseriti nell'archivio principale del sistema di controllo spaziale russo e immediatamente messi sotto sorveglianza fino alla loro distruzione".

Nato

Sul caso interviene anche la Nato. E i toni non sono concilianti.  Abbattere un satellite come parte di un test "è stato un atto sconsiderato da parte della Russia", dichiara il segretario generale. Jens Stoltenberg, al suo arrivo al Consiglio Difesa a Bruxelles. "Siamo stati informati dagli Stati Uniti" ed è un'azione che "ci preoccupa perché ha creato molti detriti, che sono un rischio per l'attività civile nello spazio, e perché dimostra che la Russia sta sviluppando nuove armi che possono abbattere satelliti", ha aggiunto il capo dell'Alleanza.

Allarmi ignorati

La Russia comunque ha fatto il test nonostante i ripetuti allerta statunitensi sul fatto che questo genere di test può essere un rischio non solo per i satelliti, ma per gli stessi astronauti. "Pericoloso, avventato, irresponsabile": gli aggettivi usati a Washington si sprecano. La stessa agenzia spaziale russa Roscosmos ha rilevato come la pioggia di detriti abbia costretto astronauti e cosmonauti a trovare rifugio mentre la Iss attraversava il campo dei detriti. I satelliti sono gli strumenti che forniscono alle persone in tutto il mondo servizi preziosissimi, da quelli telefonici e a banda larga alle previsioni del tempo, passando per i sistemi GPS e le comunicazioni radio e di televisioni satellitari. L'amministratore della Nasa, Bill Nelson, si è detto "indignato": "E' incredibile che la Russia metta in pericolo non solo gli astronauti americani e quelli dei partner internazionali sulla Iss, ma anche i loro stessi cosmonauti".

Detriti nello spazio per decenni

La situazione rischia di essere compromessa per un lungo periodo. I detriti "rimarranno in orbita per anni e potenzialmente per decenni", mettendo a "rischio significativo" l'equipaggio dell'Iss e le altre attività di volo spaziale dell'uomo, ma anche i satelliti di "più Paesi", ha tuonato Us Space Command. Il comando dell'esercito Usa fa adesso sapere che "monitorerà la traiettoria" dei frammenti e che "lavorerà per garantire" che tutti i Paesi che hanno interessi nello Spazio "dispongano delle informazioni necessarie per salvaguardare le loro attività in orbita se colpite dalla nuvola di detriti", un servizio - aggiunge la nota pubblicata sul sito di Us Space Com - che "gli Stati Uniti forniscono al mondo, comprese Russia e Cina".

Chi c'è nella Stazione spaziale

Attualmente ci sono sette astronauti sulla Iss, gli americani Mark Vande Hei, Raja Chari, Thomas Marshburn e Kayla Barron; insieme ai russi Anton Shkaplerov e Pyotr Dubrov e al tedesco Matthias Maurer dell'Agenzia spaziale europea.