Roma, 4 febbraio 2018 - La sparatoria di Macerata ad opera di Luca Traini è stato "un attacco razzista, non diverso da episodi di attacchi a moschee luoghi legati alla religione islamica". Così il presidente turco Recep Tayyip Erdogan parlando con i giornalisti all'aeroporto Ataturk di Istanbul prima di partire per Roma, ha commentato il raid di ieri in cui sono rimasti feriti sei stranieri. L'arrivo di Erdogan a Fiumicino è previsto per questa sera. Domani sarà ricevuto da Papa Francesco: nell'agenda dell'incontro vi è anche il tema dell'aumento di islamofobia e razzismo in Europa.

"L'attacco di ieri in Italia a Macerata, che ha preso di mira degli stranieri, mostra quanto grande sia diventata la minaccia della xenofobia. Non c'è differenza tra gli attacchi di un'organizzazione terroristica e attacchi razzisti di questo genere. In questa situazione si deve prendere una posizione decisa", ha detto il presidente turco. "Quanto avvenuto a Macerata - ha affermato ancora Erdogan - mostra la grandezza di questo problema". Poco prima di parlare del raid di Macerata Erdogan aveva affermato che Ankara in questo momento rappresenta, alla presidenza dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica, "un miliardo e settecentomila musulmani".

La blindatissima visita di 24 ore del presidente turco in Italia prevede domani anche un incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e a Palazzo Chigi con il premier, Paolo Gentiloni. Ma soprattutto è il primo capo di stato turco a recarsi in Vaticano da 59 anni. "Vedo questa visita come un'opportunità significativa per attirare l'attenzione sui valori umani comuni, l'amicizia e i messaggi di pace", ha detto a proposito dell'incontro con Papa Francesco. "Discuteremo - ha aggiunto Erdogan - della Palestina, di Gerusalemme, della Siria, dell'Iraq, della lotta al terrorismo, dei problemi dei rifugiati, degli aiuti umanitari e della lotta contro l'islamofobia e il razzismo culturale, che sono in aumento in Occidente".

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