Una toga in un'aula di tribunale
Una toga in un'aula di tribunale

Madrid, 1 ottobre 2021 - Polemiche e sconcerto in Spagna per la decisione di un tribinale di archiviare l'indagine sulla diffusione di filmati che ritraevano 80 donne che urunavano per strada durante una festa locale perché non c'erano toilette disponibili. Le immagini, girate nel 2019 a Cervo in Galizia, sono state riprese da telecamere nascoste. Non è noto chi sia l'autore di questi video, che mostrano in molti casi i volti e i genitali delle donne e che sono stati caricati su alcuni siti internet pornografici, a volte a pagamento. 

Le involontarie protagoniste avevano denunciato l'accaduto sostenendo che il loro diritto all'intimità fosse stato violato. Il giudice Pablo Munoz Vazquez, che aveva già archiviato il caso lo scorso anno in prima istanza, ha rigettato l'appello dell'associazione femminista Bumei, che ne chiedeva la riapertura, sostenendo che le riprese erano state effettuate in un luogo pubblico e che quindi non costituivano reato. Il magistrato ha inoltre concluso che "non c'è stata intenzione di violare la resistenza fisica e morale" delle donne coinvolte.

"Quando ho visto il video mi sono messa a piangere, ero molto imbarazzata, non sapevo davvero che fare", racconta alla Bbc - che riporta tutta la vicenda - una delle donne filmate. Jenniffer (questo il nome) spiega di aver dovuto ricorrere a terapie psicologiche dopo l'accaduto. "Mi fa sentire così frustrata - aggiunge a proposito della decisione del giudice -. In pratica stanno dicendo che è ok se qualcuno ti riprende per strada e poi pubblica il filmato su un sito porno, ricavandone denaro". 

Ana Garcia, rappresentante dell'associazione Bumei, ha avvertito che l'archiviazione del caso fissa un precedente che potrebbe garantire impunità agli autori di simili riprese. "Solo perché ti trovi in un luogo pubblico, cio' non significa che filmare immagini intime e poi distribuirle non sia un crimine, perché è una questione di diritti fondamentali". L'associazione e le donne coinvolte hanno ora fatto ricorso al tribunale provinciale di Lugo per chiedere la riapertura dell'inchiesta.