10 gen 2022

"Trattare Covid come un'influenza". Il piano della Spagna

Il premier Pedro Sanchez: "La situazione non è quella di un anno fa". Verso l'abbandono del conteggio dettagliato dei casi, analisi sulla base di campioni 

epa09669350 Spain's King Felipe VI (2-R) and Queen Letizia (R) and Spanish Prime Minister Pedro Sanchez (L) chair a military event to mark Epiphany Day at the Royal Palace in Madrid, Spain, 06 January 2022.  EPA/Mariscal
Pedro Sanchez

Roma, 10 gennaio 2022 - "Dobbiamo valutare l'evoluzione del Covid dalla situazione di pandemia vissuta finora verso quella di una malattia endemica". Insomma, con il virus bisogna imparare a convivere, non può essere un'emergenza per sempre. Dopo il Regno Unito, sarebbe questa la linea di pensiero in cui si sta cominciando a muovere anche la Spagna di Pedro Sanchez, che punta ad "aprire il dibattito" a livello europeo. Il suo governo, secondo quanto si apprende, starebbe infatti lavorando su un piano di gestione del Covid più simile a quello che si mette in atto per l'influenza: si punta a monitorare l'evoluzione del virus abbandonando, per esempio, il conteggio dettagliato dei casi e analizzando, invece, la diffusione del Covid sulla base di campioni significativi raccolti da operatori sanitari.

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"E' un dibattito che stiamo cercando di aprire a livello europeo", ha sostenuto il premier, intervistato dalla radio spagnola Cadena Ser. "Dobbiamo rispondere con altri strumenti, più legati alla vaccinazione o all'autoprotezione con le mascherine", ha affermato Sänchez, che ha ricordato che oltre il 90% della popolazione over 12 ha completato il ciclo di vaccinazione.

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"La situazione non è quella di un anno fa", ha rimarcato Sánchez, annunciando che il governo spagnolo comprerà nel mese in corso circa 344.000 dosi del farmaco anti-Covid orale di Pfizer. "Riduce dell'88% la possibilità di ricovero dei pazienti di Covid più vulnerabili", ha ricordato il premier. Inoltre, ha aggiunto, l'esecutivo spagnolo prevede di regolare i prezzi dei test antigenici

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Secondo gli ultimi dati, nel Paese sono 292.394 i nuovi casi di Covid notificati nel corso del weekend e della giornata di oggi: lo si apprende dall'ultimo bollettino del ministero della Sanità, che viene pubblicato da lunedì a venerdì. Aggiunte anche 202 morti al calcolo complessivo da inizio pandemia: ora i decessi riconosciuti ufficialmente sono 90.136. E crescono anche i principali indici sull'andamento della pandemia: l'incidenza cumulativa su 14 giorni raggiunge i 2.989 casi ogni 100mila abitanti (+267 rispetto a venerdì), mentre quella su 7 giorni arriva a quota 1.459 casi (+154 rispetto a venerdì). In aumento anche i ricoveri di pazienti Covid: l'occupazione di posti letto nei reparti ordinari è ora del 13,4% (+1,61% rispetto a venerdì), mentre nelle terapie intensive è del 23,58% (+1,52 rispetto a venerdì).

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Per quanto riguarda l'avanzamento della variante Omicron, invece, secondo i dati del ministero questa in Spagna sta "rapidamente sostituendo" la variante Delta. Sul fronte vaccinazioni, poi, mentre il 90,4% della popolazione over 12 ha completato un primo ciclo, il 34,9% dei bambini in età compresa tra i 5 e gli 11 anni è stato vaccinato con la prima dose pediatrica. L'85,3% degli over 60 ha ricevuto una dose aggiuntiva. Ora l'obiettivo è spingere con le fasce 50-59 anni (42,8% con dose aggiuntiva) e 40-49 anni (22,7%). 

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Nel frattempo in Inghilterra, dove ugualmente si sta lavoravando a piani per convivere con il virus, il sistema sanitario nazionale (Nhs) è ancora sotto forte pressione ed "è necessario che la gente si vaccini", ha sottolineato il premier Boris Johnson, ricordando che finora 36 milioni di britannici hanno ricevuto la terza dose. Tra i ministri che hanno preso pubblicamente posizione in favore della riduzione della quarantena a cinque giorni, c'è stato il ministro dell'Istruzione, Nadhim Zahawi, secondo il quale sarebbe "utile"; anche il collega delle Finanze Rishi Sunak si sarebbe allineato. Per il ministro dell'Edilizia Michael Gove, il Regno Unito si "sta muovendo verso una situazione" nella quale sarà "possibile dire che possiamo convivere con il Covid e che la pressione sul servizio sanitario nazionale e sui servizi pubblici vitali si sta attenuando". Tuttavia, "non ci siamo ancora", ha aggiunto, mentre voci indicano che Johnson stia elaborando una nuova strategia per la transizione dalle restrizioni, da attuare entro marzo.

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