Mosca, 24 agosto 2019 - Odissea nello spazio per Fedor, detto anche Fyodor, primo automa antropomorfo russo lanciato in orbita con la navetta Soyuz. L’umanoide robot, solo a bordo della capsula, capostipite di una nuova generazione di pionieri che dovrebbero colonizzare Marte, ha fallito l’attracco alla Stazione spaziale internazionale.

L’astronave MS-14 ha avuto un’avaria al sistema Kurs che ha impedito un corretto aggancio alla base orbitante e i tecnici della Roscosmos hanno abbandonato la manovra, posizionando la navetta in un’orbita di parcheggio a 60 metri dalla Iss, in attesa di riprovare l’aggancio in condizioni ottimali. Per quanto riguarda le navette cargo Progress, è possibile procedere a un approdo manuale comandato in remoto dagli stessi astronauti a bordo della stazione, che vede la presenza dell’italiano Luca Parmitano, prossimo comandante della base.

Per le Soyuz, in caso di avaria, gli astronauti procedono con una navigazione a vista, cosa che non si può fare in questo caso perché sulla Soyuz non c’è un vero e proprio equipaggio umano, e il robot Fedor, che può svolgere tante mansioni, è però incapace di pilotare manualmente l’astronave. Per questo i controllori di missione hanno chiesto agli astronauti a bordo dell’Iss di sostituire l’amplificatore di segnale del sistema Kurs per cercare di risolvere il problema e procedere a un secondo tentativo di attracco, tra due giorni.

Fyodor, robot cosmonauta. In viaggio da solo

Sulla Soyuz Ms-14, oltre a Fedor ci sono anche diversi esperimenti, tra cui un piccolo gioiello della ricerca italiana: il Mini-EUSO, telescopio costruito per catturare fenomeni legati ai raggi ultravioletti di origine cosmica, creato dall’ Agenzia spaziale italiana (Asi) e dall’Infn in collaborazione con Roscosmos e destinato proprio a Luca Parmitano.

Fyodor, il robot cosmonauta