Indonesia, 24 aprile 2021 - La corsa contro il tempo è finita. La storia è arrivata all'epilogo tragico che s'intuiva. "Il sottomarino è affondato" , hanno dichiarato ufficialmente fonti della Marina, dopo il ritrovamento di alcuni oggetti come i tappeti delle preghiere. Il  Kri Nanggala 402 era disperso in Indonesia, nello stretto di Bali, dalle prime ore di mercoledì mattina con 53 membri di equipaggio. Nessuna speranza per i marinai impegnati in un'esercitazione con siluri. E proprio dopo aver chiesto alla base l'autorizzazione ad immergersi, nella notte tra martedì e mercoledì, le comunicazioni si erano interrotte.

Il capo della Marina Yudo Margono aveva spiegato che la riserva d'aria dal momento del blackout valeva per 72 ore, ormai scadute. Ha raccontato: "Negli ultimi giorni abbiamo recuperato detriti e oggetti. Che non sarebbero usciti se non ci fosse stata una pressione esterna o senza danni al lanciasiluri".  Nell'elenco: una bottiglia di grasso, parte di un lanciasiluri, parte di un tubo di metallo, tappetini da preghiera e carburante, come ha spiegato Margono. Tutte cose che sono state riconosciute da marinai che avevano partecipato a spedizioni precedenti. A condannare il mezzo navale potrebbe essere stata una depressione marina di settecento metri, molto più profonda della quota massima di 500 per la quale il Kri Nanggala era stato progettato. Un'esperta della Difesa aveva ipotizzato: "Se è finito a quella profondità, la pressione subacquea provocherà crepe nello scafo in acciaio".

Nella disperazione le famiglie. Sui social in questi giorni si erano diffusi messaggi di speranza e commozione. "Continuiamo ad aspettare, continuiamo a pregare", il pensiero ricorrente. Alle preghiere si sono uniti gli uomini dell'Indonesian Navy (Tni-Al).

Indonesia, sottomarino scomparso: la preghiera dei marinai (Indonesian Navy)

Il sottomarino, di fabbricazione tedesca, era stato costruito nel 1977 e aveva cominciato il suo servizio in Indonesia nel 1981. Da qui nei giorni scorsi erano nate polemiche sulla necessità di svecchiare la flotta. L'agonia del sottomarino indonesiano ha scosso il mondo. Sono arrivati aiuti dall'America e dall'Australia. Nelle ricerche sono stati impegnati mezzi aerei e navi militari dotate di sonar. Ed è stata la tecnologia a individuare i resti del Kri Nanggala. La sua fine ricorda quella del sottomarino russo Kursk, il  12 agosto di ventun anni fa. Una strage: nessuno scampato tra i 108  uomini dell'equipaggio. Proseguono le ricerche del relitto. Una volta idividuato, si dovrà organizzare l'operazione recupero.  Tra le attrezzature anche speciali palloncini sottomarini per sollevarlo.