Il ministro della Difesa argentino Oscar Aguad (Lapresse)
Il ministro della Difesa argentino Oscar Aguad (Lapresse)

Buenos Aires, 19 novembre 2018 - Il sottomarino ARA San Juan, inabissatosi un anno fa con i corpi dei suoi 44 marinai, è destinato a rimanere prigioniero delle profondità dell'Oceano Atlantico. Il costo proibitivo di un investimento di 4 miliardi per il recupero "sarebbe una follia" ha dichiarato il ministro della Difesa argentino Oscar Aguad, considerando i livelli di povertà in alcune zone del Paese. E neppure la giudice federale argentina Marta Yánez, che da un anno ha in mano la causa riguardante l'incidente, ha intenzione "per il momento" di chiedere il recupero dell'unità, localizzata solo due giorni fa a 907 metri di profondità in mezzo al mare (a 460 chilometri al largo di capo San Jorge). La Yánez prima vuol capire se una simile operazione è fattibile. Infatti il magistrato è preoccupato per "l'integrità della prova", viste le difficoltà di recupero di uno scafo che con l'acqua imbarcata potrebbe pesare almeno 2.500 tonnellate.

Secondo il quotidiano Clarin la giudice federale "indaga se vi è stata negligenza nel tentativo di ritrovamento del San Juan". Il magistrato vuole accertare perchè l'operazione di ritrovamento si è estesa per un anno. Anche alla luce del fatto che la Gran Bretagna offrì un mini sommergibile, ma l'allora capo di Stato maggiore della Marina, l'ammiraglio Marcelo Srur, respinse l'offerta senza darne notizia al governo. 

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Il ministro Aguad, parlando alla stampa ieri sera, ha anche chiarito che a bordo del ARA San Juan un anno fa si è verificato "un guasto tecnico", e non un errore umano. Poi, ipotizzando le possibili cause dell'incidente, il ministro ricordato che nel 1995 questa unità aveva sofferto un guasto simile nel porto di Mar del Plata e che i vigili del fuoco impiegarono 48 ore per spegnere l'incendio, ha spiegato: "Quando si produce un incendio nel settore delle batterie del sottomarino, si libera idrogeno che consuma ossigeno. E questo può generare una esplosione".

Intanto il presidente argentino Mauricio Macri ha decretato "tre giorni di lutto nazionale" per le 44 vittime dell'ARA San Juan. Il capo dello Stato ha esaltato l'eroismo delle vittime che "scelsero una professione rischiosa, e che dedicarono la vita a difenderci e a difendere il nostro mare con dignità", e ha promesso indagini approfondite per sapere tutta la verità "che è necessaria per onorare i nostri eroi e i famigliari".