Istanbul, 10 aprile 2018 - Il cacciatorpediniere Donald Cook della marina militare Usa ha lasciato il porto cipriota di Larnaca, dove era ormeggiato, per dirigersi verso le acque territoriali siriane. Ne dà notizia il quotidiano turco Hurriyet. La nave sarebbe giunta a circa 100 km dal porto siriano di Tartus, dove c'è una base della marina militare russa.

La nave militare del Pentagono è stata quindi sorvolata a bassa quota da alcuni jet russi per 4 volte. I caccia di Mosca hanno compiuto manovre di disturbo mentre la Donald Cook si avvicinava alle acque siriane. Anche secondo il Washington Examiner il cacciatorpediniere americano, armato con missili Tomahawk, dopo una sosta a Cipro, si è diretto verso il Mediterraneo orientale, nel raggio d'azione della Siria. 

Oggi forse il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla proposta Usa di una nuova indagine indipendente sugli attacchi chimici in Siria. Gli Stati Uniti hanno presentato ieri una bozza di risoluzione dopo il presunto attacco chimico su Douma, principale città dell'enclave ribelle siriana nella Ghoita orientale, in cui sono morte almeno 40 persone sabato. Il presidente Usa Donald Trump aveva parlato di un'imminente azione militare americana. Mosca ha già detto che porrà il veto.

L'azione Usa potrebbe avvenire anche senza il sostegno delle Nazioni Unite aveva avvertito l'ambasciatrice Usa presso l'Onu Nikki Haley.

L'ex capo di Stato maggiore della Marina russa, l'ammiraglio Viktor Kravchenko, ha detto che l'avanzamento verso la Siria del USS Donald Cook, è segnale di un'escalation della situazione e può essere visto come un elemento di "intimidazione". L'ammiraglio ha poi fatto una considerazione: "Continuo a pensare che gli Stati Uniti non oseranno apertamente colpire la Siria, per via della presenza delle nostre navi e sottomarini nel Mediterraneo e per il recente avvertimento del nostro capo di Stato maggiore". Secondo il capo di stato Maggiore delle forze armate russe, Valery Gerasimov, i ribelli sis tanno preparando ad un attacco chimico a Ghuta, e che Washington lo userà come scusa per il bombardamento di Damasco. Mosca risponderà a ogni minaccia.

La Russia quindi  proporrà una risoluzione delle Nazioni Unite per lanciare un'indagine sui sospetti attacchi con arme chimiche in Siria, dopo aver respinto un'analoga iniziativa degli Stati Uniti. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov.