Isis, boia in azione (Olycom)
Isis, boia in azione (Olycom)

Ankara, 18 novembre 2014  - Il regime siriano ha reso noto di essere favorevole in linea di principio alla proposta avanzata la scorsa settimana dall'inviato dell'Onu per la Siria, Staffan De Mistura, di una tregua con i ribelli. Parlando ai media del regime di Damasco il ministro per la Riconciliazione nazionale, Ali Hayder, ha spiegato che "la scorsa settimana De Mistura ha presentato delle proposte che sono positive". 

Per il rappresentante del regime di Bashar al Assad il problema però è che "De Mistura deve prima accertarsi se le brigate ribelli presenti sul campo siano d'accordo nel rispettare una tregua e accettare le sue proposte". Anche altre fonti del regime di Damasco hanno reso noto nei giorni scorsi di essere favorevoli all'iniziativa dell'inviato delle Nazioni Unite, in particolare per quanto riguarda il congelamento dei combattimenti ad Aleppo.

RIBELLI MODERATI APPOGGIATI DA USA LASCIANO ALEPPO  - L'Esercito libero siriano (Els), i cosiddetti ribelli moderati su cui gli Stati Uniti e la colazione internazionale anti Isis hanno deciso di puntare per stabilizzare la Siria, hanno abbandonato Aleppo, la seconda maggiore città della Siria, ritirando il suo contingente forte di 14 mila uomini dalla città. Lo riferiscono fonti turche, secondo le quali il leader dell'Esercito libero, Jamal Marouf, è fuggito in Turchia. "E' ospitato e protetto dallo Stato turco", affermano le fonti, spiegando che Marouf sarebbe fuggito nelle ultime due settimane. Secondo le stesse fonti, l'Fsa avrebbe perso il controllo sul posto di confine di Bab al Hawa a seguito della fuga di Marouf.

OBAMA ORDINA: NUOVE MODALITA' SU NEGOZIATI OSTAGGI - Il presidente americano, Barack Obama, ha ordinato una revisione completa del protocollo dei negoziati per la liberazione degli ostaggi americani in mano a gruppi terroristici all'estero, tra cui l'Isis. Il Daily Beast riferisce che la revisione, che comprenderà una particolare attenzione sul trattamento dei familiari degli ostaggi, fa seguito alle critiche sulle attuali operazioni di negoziati, afflitti da lotte burocratiche interne e da una mancanza di leadership, in particolare dalla Casa Bianca. La revisione è stata chiesta "a causa della maggiore frequenza di cattura di ostaggi americani all'estero", si legge in una lettera che Christine Wormuth, alto ufficiale al Pentagono, ha inviato la scorsa settimana al repubblicano Duncan Hunter. Quest'ultimo è nella commissione dei Servizi armati per la Camera e ha fatto pressioni all'amministrazione Obama per fare di più per la liberazione degli ostaggi in mano all'Isis e altri terroristi. Wormuth ha detto che il presidente ha ordinato la revisione "di recente", ma non ha voluto specificare quando. 

Proprio domenica, i jihadisti dello Stato islamico hanno diffuso il video con la decapitazione dell'operatore umanitario Peter Kassig. I militanti tengono in ostaggio un altro americano, una donna, rapita in Siria lo scorso anno mentre consegnava aiuti al popolo stremato dalla guerra civile. L'alto ufficiale ha detto che la revisione comprenderà "particolare attenzione all'impegno delle famiglie, ai dati dell'intelligence, e alle politiche di impegno diplomatico. L'attenzione data alle famiglie degli ostaggi è significativa: i genitori degli americani decapitati dall'Isis hanno criticato la Casa Bianca per aver minacciato di perseguirli nel caso fossero stati intenzionati a pagare un riscatto. Altri si sono lamentati del fatto che l'amministrazione non abbia dato seguito a contatti che potevano indicare il luogo di prigionia degli ostaggi.

MALI, OSTAGGIO FRANCESE DI AL QAEDA: CHIEDE AIUTO A PARIGI  - Serge Lazarevic, l'ultimo ostaggio francese trattenuto in Mali da al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), in un filmato pubblicato online supplica Parigi di aiutare a negoziare il suo rilascio. "Sento che la mia vita è in pericolo da quando la Francia è intervenuta in Iraq", afferma Lazarevic, rapito nel novembre del 2011, riferendosi alla partecipazione di Parigi alla campagna di bombardamenti aerei contro i militanti del gruppo Stato islamico. Nella notte l'ufficio del presidente François Hollande ha confermato l'autenticità del video, affermando che esso costituisce la "prova che l'ostaggio è in vita" e dicendo che le autorità francesi stanno facendo il possibile per arrivare al rilascio dell'uomo. Il filmato di Aqmi mostra inoltre un altro ostaggio europeo, identificato come l'olandese Sjaak Rijke, il quale afferma che la data di registrazione del messaggio sia il 26 settembre.  Il governo olandese ha confermato l'identità dell'uomo. "A oggi, ritengo il mio governo responsabile di ogni male che mi sarà fatto", dice l'ostaggio nel video. Fino all'intervento della Francia in Mali nel gennaio 2013, per cacciare gli estremisti dal nord del Paese dopo un colpo di Stato, Aqmi ha preso numerosi ostaggi occidentali, attività che si è rivelata molto remunerativa in Mali e in altri Paesi del Sahel. Hollande ha però messo in chiaro che non intende pagare alcun riscatto.  

ANCHE UN BELGA TRA I BOIA DI KASSIG E DEI SIRIANI - Un cittadino belga potrebbe essere tra i jihadisti coinvolti nella decapitazione dei prigionieri siriani da parte dell'Isis. Lo rende noto un quotidiano belga, malgrado le autorità siano in cauta attesa di una identificazione formale. Il quotidiano Het Laatste Nieuws titola oggi: "Un belga coinvolto nel decapitazione" pubblicando due foto che sembrano essere dello stesso uomo. La prima fotografia, scattata in Siria, risale al luglio 2013, sarebbe quella di Abdelmajid Gharmaoui, un residente di Vilvoorde, un sobborgo di Bruxelles, che è andato a combattere nelle fila dei jihadisti nell'ottobre del 2012. La seconda foto è un fermo immagine di un video diffuso domenica, in cui si vedono una ventina di prigionieri, descritti come soldati siriani, in linea inginocchiati, con dietro a ciascuno di loro, in piedi, un jihadista pronto a ucciderli.

TIMES: STUDENTE GALLESE NON E' TRA I BOIA - Non ci sarebbe lo studente 20enne Nasser Muthana fra i boia dell'Isis che hanno barbaramente ucciso un gruppo di soldati siriani. È quanto afferma il Times di Londra, che ha sottoposto ad una attenta analisi le immagini del video in cui si vede una lunga fila di miliziani pronti a compiere le decapitazioni.L'uomo con la barba che il Daily Mail aveva indicato come Nasser, affermando che il padre Ahmed Muthana lo aveva riconosciuto, ha tratti molti diversi rispetto al giovane partito da Cardiff, in Galles, per arruolarsi fra le file dello Stato islamico. Il genitore, che parlando ieri alla Bbc aveva ritrattato la sua prima versione, si è detto rasserenato dopo i risultati della perizia condotta del Times. "C'è stato un errore di persona", ha aggiunto.

 

ISIS VIETA I CELLULARI - Pur di evitare le intercettazioni e di essere presi di mira dai raid aerei, l'Isis ha vietato ai suoi miliziani l'uso dei telefoni cellulari. Lo riferisce il colonnello Ahmed Al-Juburi del comando di polizia Niniva all'agenzia di stampa turca Anadolu. Il divieto, secondo il colonnello, include l'uso dei cellulari da parte dei miliziani all'interno dei campi di addestramento militare o sui fronti di battaglia.

JIHADISTI ATTACCANO A CAVALLO, BOMBARDATI - Alcune decine di miliziani dello Stato islamico (Isis) hanno compiuto un attacco a cavallo contro posizioni dei Peshmerga nel nord-ovest dell'Iraq, ma sono stati respinti dai miliziani curdi grazie all'intervento degli aerei della Coalizione a guida Usa. È quanto scrive oggi il quotidiano Al Sabah al Jadid, citando fonti della sicurezza curde. L'assalto è avvenuto vicino alla città di Zummar, 55 chilometri a nord-ovest di Mosul, verso il confine con la Siria. Gli assalitori, secondo il giornale, "portavano armi automatiche, mitragliatrici di medio calibro, mortai e lanciarazzi". Secondo Al Sabah al Jadid, i jihadisti hanno usato i cavalli per cercare di scalare un alto argine di terra elevato intorno alle postazioni curde, sapendo che se si fossero serviti di autoveicoli l'operazione sarebbe stata più difficile e li avrebbe esposti maggiormente al pericolo di essere scoperti dall'aviazione. Informazioni raccolte in precedenza dai servizi d'Intelligence indicavano che i miliziani dell'Isis stavano confiscando cavalli a membri di clan tribali ad ovest di Mosul e che li stavano trasportando verso Zummar. "Ma non appena hanno attaccato - scrive il quotidiano - gli aerei della Coalizione internazionale sono stati allertati e nel giro di alcuni minuti hanno spazzato via la maggior parte degli assalitori e i loro cavalli".

OFFENSIVA FORZE IRACHENE A NORD EST - Le forze armate irachene, appoggiate da milizie di volontari sciiti, hanno lanciato oggi un'offensiva per riconquistare ai jihadisti dello Stato islamico (Isis) due città nella provincia di Diyala, a nord-est di Baghdad. Lo ha annunciato il generale Jamil al Shammari, capo della polizia della provincia. La prima città sulla quale puntano le forze lealiste è quella di Saadiya, 140 chilometri a nord-est della capitale. Secondo Shammari, le truppe di Baghdad hanno conquistato la strada strategica tra la stessa Saadiya e Weiss dopo aver ucciso tre miliziani dello Stato islamico e distrutto i loro veicoli. «Liberare Saadiya sarà il primo passo per liberare altre città, tra cui Jalawla», ha sottolineato il generale. Nei giorni scorsi l'esercito ha riconquistato la città di Baiji, 200 chilometri a nord di Baghdad, e la vicina raffineria, la più grande del Paese. Successivamente fonti militari hanno detto che è in preparazione un'offensiva per riprendere all'Isis anche Tikrit, la città natale di Saddam Hussein, alcune decine di chilometri a sud.