Gerusalemme, 16 maggio 2021 - È di due morti e 167 feriti il bilancio provvisorio del crollo di una tribuna della sinagoga di Givat Ze'ev, in un insediamento in Cisgiordania a nord di Gerusalemme. A morire in conseguenza del crollo sono stati un ragazzo di 12 anni e un uomo di 40 anni. Secondo il Times of Israel, che cita fonti del Magen David Adom rescue service, dei 167 feriti ricoverati in ospedale 5 sono in condizioni molto gravi.

Sempre secondo il giornale israeliano i fedeli presenti all'interno della sinagoga erano oltre 600. La polizia ha reso noto che è in corso una evacuazione dalla zona dell'incidente e che è stata aperta un'indagine. L'incidente arriva settimane dopo che 45 ebrei ultraortodossi erano rimasti uccisi nella calca nel corso di un festival religioso nel nord di Israele.

Durante la celebrazione religiosa in occasione della festività di Shavuot è avvenuto l'incidente: una tribuna affollata ha ceduto ed è crollata. Sono rimaste schiacciate decine di ebrei ortodossi. I media israeliani hanno pubblicato documenti dai quali risulta che la polizia e il consiglio comunale di Givat Ze'ev avevano tentato di vietare cerimonie all'interno della sinagoga, proprio per il rischio che la struttura rappresentava, ma non mettendosi d'accordo su chi dovesse farlo. La sinagoga non era stata completata e non aveva ancora le autorizzazioni per essere utilizzata.

Dalle carte emerge che la polizia aveva avvertito l'assemblea comunale del rischio di incidente. Tuttavia, quando quest'ultima ha chiesto alla polizia di intervenire per chiuderla, la stessa polizia ha risposto che spettava all'assemblea comunale farlo.