Chicago, 24 agosto 2019 - Lo svapo fuori controllo può scatenare una misteriosa sindrome respiratoria acuta. Negli Usa le autorità hanno denunciato 193 casi di vaping-related illness in 22 Stati dell’Unione, e uno di questi malati, ricoverato in ospedale in Illinois, è morto. Lo annuncia Robert Redfield, direttore dei CDC, Centers for Disease Control and Prevention: "Si tratta del primo decesso causato dalla sigaretta elettronica negli Usa. Occorre capire quale sostanza inalata abbia scatenato la reazione letale". Già il mese scorso l’Oms aveva lanciato un primo allerta internazionale per rischi documentati. Milioni di persone nel mondo prendono confidenza con i liquidi per sigarette elettroniche, e nei polmoni rischia di entrare di tutto. Non si esclude che si possano assimilare in questo modo anche droghe, psicofarmaci, amine aromatiche, sostanze chimiche aggiunte e potenzialmente letali. Siamo di fronte a un'epidemia che si espande a macchia d'olio.

San Francisco, sigarette elettroniche al bando
 
Finora la e-cig sembrava un prodotto ricreativo relativamente innocuo, capace solo di instaurare dipendenza da nicotina. Che cosa sta cambiando? Si ipotizza che attraverso le vendite online si stiano diffondendo sostanze dannose all’insaputa degli acquirenti o che i malori siano dovuti a cocktail confezionati in maniera estemporanea da consumatori spregiudicati, giusto per sperimentare strane combinazioni o effetti psichedelici. "Le persone che abbiamo esaminato presentavano sintomi tipici tra cui tosse, respiro corto e affaticamento, in alcuni casi accompagnati da vomito e diarrea. Non ci sono prove della presenza di virus o batteri. Stiamo cercando di capire se esiste una causa comune, o se si tratti di malattie diverse con un quadro simile", ha affermato Mitch Zeller della Food and Drug administration. Da parte sua il presidente della American Vaping Association, il cartello che produce dispositivi e ricambi, ha dichiarato di ritenere plausibile che i disturbi respiratori denunciati siano causati dall’aggiunta di droghe sintetiche o succedanei della cannabis, mixati illecitamente nei composti. "La nicotina è sicuramente estranea a queste manifestazioni patologiche", ha precisato. 

I fatti di cronaca hanno riacceso le polemiche sui rischi potenziali del fumo elettronico. Brian King, epidemologo del CDC, mette in guardia: «Abbiamo identificato una varietà di ingredienti sospetti, particolato ultrafine, metalli pesanti, insieme al diacetile, un aroma usato per dare il gusto burroso alla sigaretta elettronica, che è stato collegato a gravi stress respiratori». I rischi da additivi delle e-cig non vanno confusi con la correlazione tra fumo di sigaretta e tumore al polmone. L’invito alla cautela viene da Francesco Cognetti, presidente della Fondazione Insieme Contro il Cancro. "Occorre distinguere – precisa l’oncologo – perché la maggior parte delle sigarette elettroniche mostrano, almeno sotto il profilo cancerogeno, minori rischi rispetto alle sigarette classiche soggette a combustione". 

Lo svapo è il processo di inalazione di vapori sprigionati dal riscaldamento di un liquido in un fornello all'interno della sigaretta elettronica. Le sigarette elettroniche possono contenere nicotina e aromi. Ma, a differenza delle sigarette tradizionali, che bruciano a temperature molto elevate e producono scorie da combustione, fino a settemila diverse componenti chimiche potenzialmente cancerogene come il catrame, le e-cig sono considerate più sicure. Ma anche il vapore, in teoria, può veicolare particelle ultrasottili in sospensione aerosol, molecole che raggiungono gli alveoli polmonari e il cui effetto non è ancora stato studiato.

La necessità di raccogliere informazioni più accurate sulle alternative al fumo, e sulla riduzione del rischio tabacco, è un’esigenza condivisa anche dai consumatori italiani, recentemente chiamati a rispondere a un sondaggio condotto da Povaddo, istituto di ricerca indipendente, per conto di Philip Morris International. Il sondaggio, condotto dal 24 aprile al 6 maggio 2019, ha raccolto un totale di 16.099 interviste online di adulti di età compresa tra 21 e 74 anni, oltre a un campione aggiuntivo comprensivo di 350 fumatori adulti e 100 ex-fumatori adulti che sono passati a prodotti alternativi senza fumo in Italia. L’87% degli intervistati (più di quattro su cinque) concorda sulla necessità di maggiori e più trasparenti informazioni sui prodotti senza fumo. Un dibattito su questi temi si è tenuto a Rimini alla presenza di Roberto Boffi (Istituto dei tumori di Milano), Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale (Simg); Andrea Fontanella, presidente Fadoi (medici internisti ospedalieri) Francesco Riva (ospedale odontoiatrico George Eastman di Roma), Maria Caterina Staccioli (Ausl della Romagna, Centro dipendenze alcool- fumo) e Umberto Tirelli, oncologo a Pordenone.