Washington, 12 gennaio 2019 - Lo shutdown del governo federale è entrato nel suo 22esimo giorno, segnando così un record nella storia degli Stati Uniti. Il record è stato battuto a mezzanotte di oggi (le 6 in Italia) superando i 21 giorni raggiunti nel 1995 sotto la presidenza di Bill Clinton (che non si metteva d'accordo con i Repubblicani, che per la prima volta da 40 anni avevano il controllo di entrambe le Camere, sulla legge di bilancio). E intanto non c'è alcuna soluzione in vista. 

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CAUSE AL GOVERNO - Il presidente Donald Trump ha dichiarato che non ha alcuna fretta di ricorrere alla procedura di emergenza nazionale ma intanto centinaia di migliaia di persone - 800mila per la precisione - non riceveranno il loro primo stipendio dell'anno. I sindacati dei dipendenti pubblici federali hanno fatto causa al governo. Nel ricorso di 19 pagine lo si accusa di violare le leggi sul lavoro non dando ai dipendenti neppure la paga minima. 

Nei giorni scorsi altri lavoratori, oltre all'associazione per il traffico aereo (Natca), avevano fatto causa. Al momento non c'è alcuna una via d'uscita: nessun compromesso tra il presidente, che vuole i 5,7 miliardi per costruire il suo Muro anti-migranti al confine con il Messico; e i Democratici ferocemente contrari al progetto perché considerato "immorale", costoso e inefficiente per la lotta contro l'immigrazione clandestina.
"La soluzione facile per me è quella di dichiarare l'emergenza nazionale, ma non lo farò così in fretta, perché è  il Congresso che dovrebbe farlo", ha detto il presidente nel corso di una tavola rotonda sulla sicurezza delle frontiere. 
Al Congresso, non c'è nessun compromesso all'orizzonte e il Senato ha sospeso la seduta in anticipo nel pomeriggio e non si riunirà di nuovo fino a lunedì.

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STIPENDI SALTATI - Dal 22 dicembre, 800 mila persone che lavorano per il governo federale sono stati messi a casa (se considerati non essenziali) o lavorano senza ricevere uno stipendio. La maggior parte, che viene pagata ogni quindici giorni, ha ricevuto lo stipendio alla fine di dicembre; stavolta però non lo avranno. E la situazione si fa sempre più complicata. 

SOS TRASPORTI - Giovedì i principali sindacati del trasporto aereo - piloti, equipaggi, controllori di volo- hanno denunciato un deterioramento della situazione, evocando un aumento dei rischi per la sicurezza. Un terminal dell'aeroporto internazionale di Miami sarà chiuso a più riprese, tra oggi e lunedì, perché manca personale. In tutto il Paese vengono organizzate iniziative pubbliche e private, come i pasti gratuiti, per i lavoratori federali di fatto disoccupati.

I COSTI - Intanto l'agenzia Standard & Poor's ha fatto sapere che la chiusura delle attività di governo è già costata 3,6 miliardi e che se si sommeranno altre due settimane, si arriverà a 6 miliardi. Ovvero ancora di più di quello che la Casa Bianca chiede per costruire il Muro. 
Ma Trump non cede: ha già cancellato la sua presenza al Forum economico di Davos e, secondo fonti del Wall Street Jounal, i 'ghost writer' che lavorano al discorso sullo Stato dell'Unione, stanno contemplando anche l'ipotesi che per quella data, il 29 gennaio, lo 'shutdown' sia ancora in piedi.