L'omicidio di Cécile Bloch per mano di Le Grêlé nei giornali del 1986, foto di France 3
L'omicidio di Cécile Bloch per mano di Le Grêlé nei giornali del 1986, foto di France 3

Le Grau-du-Roi (Montpellier), 1 ottobre 2021 - Capelli ordinati, occhi un po' infossati e una pelle martoriata dai brufoli. Appariva così, nell'identikit disegnato a matita alla fine degli anni 80, il serial killer francese noto come Le Grêlé, 'Il Butterato".  Francois Verove, un ex-poliziotto in pensione di 59 anni e padre di due figli, si è ucciso lo scorso mercoledì 29 settembre nella cittadina di Le Grau-du-Roi, sulla costa francese del Mediterraneo, e ha lasciato un messaggio in cui si legge: 'Le Grêlé, l'uomo butterato, sono io'. Secondo quanto riportato da Aljazeera, gli accertamenti fatti dalla polizia francese dopo il ritrovamento del corpo sembrano confermare quanto scritto sulla confessione suicida: il dna ha trovato riscontro su diverse prove legate a numerose scene del crimine del passato.

Le indagini su questo pluriomicida, che avrebbe ucciso almeno 4 persone e abusato sessualmente di numerose donne, duravano da oltre 35 anni. Era il 1986 quando a Parigi fu trovata senza vita la prima vittima, Cécile Bloch, all'epoca solo 11enne. Successivamente al Butterato furono attribuite le morti di Irmgard Müller, 20enne di origini tedesche, Karine Leroy, 19 anni, e un uomo di 38 anni, Gilles Politi. La scia di sangue e stupri sembra fermarsi al 1994. Bisognerà aspettare i risultati di altri test della polizia scientifica per avere la certezza inequivocabile che Verove abbia effettivamente commesso tutti questi crimini, e in generale che sia lui il serial killer Le Grêlé. Ma gli indizi raccolti finora, e sopratutto la prova del dna, fanno essere gli inquirenti d'Oltralpe piuttosto ottimisti.

Nel messaggio-confessione lasciato dall'ex-poliziotto suicida non ci sarebbero descrizioni precise delle vittime, o dettagli delle circostanze in cui sono stati commessi i crimini, cosa che complica il lavoro di ricostruzione e riscontro con le indagini svolte negli ultimi 30 anni. Il contenuto della lettera di addio di Verove non è stato ancora confermato o reso noto ufficialmente dalle autorità investigative, però si sa questo: l'impulso di uccidersi è arrivato a causa delle pressanti domande che la polizia stava iniziando a rivolgergli, in relazione proprio al caso Le Grêlé. La soluzione al caso, dunque, era vicina.