Berlino, 2 dicembre 2021 - "Non sono un santo e neanche un criminale", e Sebastian Kurz, il Wunderkind, il bambino prodigio, il Mozart della politica austriaca, annuncia il ritiro dalla politica, a solo 35 anni si dimette da ogni carica. Dieci anni per una rapida carriera e dieci settimane per la caduta, da semplice deputato a ministro degli esteri, a Cancelliere nel 2017, a 31 anni divenne il più giovane capo di governo al mondo.

Sebastian Kurz, alto (un metro e 86), biondo e occhi azzurri, elegante, adorato dalle signore della sua Vienna, il politico europeo intransigente contro i peccati dei latini, italiani spagnoli e portoghesi, di fatto il leader dei paesi della Mitteleuropa che guidava nella resistenza contro Bruxelles, è stato travolto dalla fretta, dall´ambizione di conquistare il potere senza attendere, poco rispettoso delle leggi, travolgendo gli avversari e poco leale con gli amici, quando non erano più utili. Accusato di corruzione, costretto a dimettersi a metá ottobre da Cancelliere, a metà novembre ha perso l'immunità, presto dovrà comparire innanzi ai giudici, come un comune cittadino. Si è dimesso anche da capo del suo partito, i popolari dell´ÖVP, e da capo frazione in Parlamento.

"La mia decisione non ha nulla a che vedere con l'inchiesta, sono innocente, e lo dimostrerò in tribunale, ha aggiunto, ogni giorno un politico deve prendere decisioni rapide, correndo il rischio che qualcuna sia sbagliata". Come dire, ho compiuto degli errori come tutti, e non per mia volontà. "Mi sono sempre sentito controllato, guardato con sospetto, mi hanno dato la caccia come una preda. E ho perso l'entusiasmo per la politica… per dieci anni l'ho messa sopra tutto, ma la nascita di mio figlio mi ha fatto capire che ci sono cose più importanti".

Kurz è diventato padre il 27 novembre. E' legato fin dai tempi di scuola con la bionda Susanne Thier, insegnante di economia. Forse presto la sposerà, ha confidato agli amici, ma il nome del bambino è ancora segreto. Ha superato un voto di sfiducia due anni fa, e lo scandalo che ha travolto Karl Heinz Strache, il leader liberale, suo alleato al governo (caduto nella trappola di una giovane russa, un'attrice, che gli offriva denaro per il partito), ma in settembre sono apparse sulla stampa rivelazioni sulle sue pratiche illegale: avrebbe manipolato i sondaggi a suo favore, appariva che gli elettori avessero fiducia solo in lui per salvare il paese, a avrebbe pagato diversi giornali per articoli in suo favore.

"In politica è una pratica normale", si è difeso, ma aveva usato fondi pubblici per comprare pubblicità e giornalisti. E ha dato la colpa ai suoi collaboratori e ai funzionari del suo partito, ma così ha perso le simpatie dell'opinione pubblica. Quando la Finanza ha perquisito il suo ufficio, ha capito che non poteva resistere a lungo e si è dimesso. Anche i compagni gli avevano voltato le spalle, in due mesi la sua ÖVP ha perso dieci punti, ed è stata superata dai socialisti, per la prima volta da 2017. Si ignora che cosa il giovane Kurz voglia fare nella vita privata, ma non avrà difficoltà a trovare un incarico ben pagato in qualche grande impresa.