Michael Schumacher
Michael Schumacher

Sarajevo (Bosnia ed Erzegovina), 11 giugno 2021 - Venticinque anni fa, nel 1996, erano bambini, feriti, spaventati e ricoverati in ospedale a Sarajevo, nella capitale della Bosnia appena uscita dai 1.425 giorni dell'assedio più lungo della storia moderna. E in quella città stremata e devastata si presentò Michael Schumacher, il giovane campione di Formula 1 allora 27enne e con ancora "solo" due titoli mondiali: assieme all'Unesco portò giocattoli e sorrisi per i bambini appena scampati da 4 anni di guerra feroce. Ora sono adulti, ma molti di quei bambini di Sarajevo che hanno incontrato Schumacher 25 anni fa non hanno mai dimenticato quel gesto del campione della Ferrari e, adesso che è lui in gravi condizioni di salute, hanno cercato un modo per ringraziarlo e ricambiare. 

Da qualche giorno a Sarajevo, nella municipalità di Novi Grad, è stato approvato il progetto di realizzare "via Michael Schumacher", una strada dedicata al sette volte campione del mondo di Formula 1 e "grande uomo", come scrive il giornale locale Klix.ba che riporta l'evento. L'intitolazione della strada a Schumacher è il risultato di un'iniziativa promossa da un gruppo degli ex bambini ricoverati in ospedale dopo l'assedio che ha portato avanti l'iter amministrativo e l'8 giugno, come riporta la stampa locale, il consiglio comunale di Novi Grad Sarajevo ha approvato il cambio di toponomastica di una strada che porta all'aeroporto. 

Tra i promotori ci sono Damir Vatreš, ferito nella guerra e protagonista di una foto in ospedale assieme a Schumacher, e Fahri Frlj che nel 1996 ricevette un regalo dal campione. Frlj è stato intervistato da Klix.ba e ha spiegato che "a nome dell'intera città, vogliamo ripagare il grande gesto umano che Schumacher ha fatto per i bambini di Sarajevo. Questo è un primo passo della nostra iniziativa".

"Oltre al consiglio comunale - ha spiegato Frlj - abbiamo informato dell'iniziativa anche l'ambasciata tedesca e la moglie di Michael Schumacher. In questo modo, vogliamo inviare il messaggio che non abbiamo dimenticato Schumacher, così come lui non si dimenticò dei bambini di Sarajevo. Vogliamo sostenerlo, perché lui era venuto a Sarajevo a sostenere i bambini che aveva bisogno di cure. Non è cosa da poco per un grande campione dire 'Se i bambini di Sarajevo sono colpevoli solo perché sono bambini, allora io sono un bambino di Sarajevo'. Non dobbiamo dimenticarlo".

A Sarajevo, in attesa dell'intitolazione ufficiale della strada a Schumacher, stanno organizzando un grande evento e in quell'occasione i bambini che oggi vivono a Sarajevo saranno invitati a decorare i marciapiedi con i colori rosso e bianco, come fossero i cordoli di un circuito di Formula 1 "un posto dove Schumacher era il migliore. In questo modo - conclude Frlj - ogni bambino della città potrà dare il suo contributo".