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25 mag 2022

Chi è Salvador Ramos, il killer della strage in Texas. Bullizzato perché balbettava

Studente nella scuola superiore locale, lavorava anche in un ristorante. Le inquietanti foto sui social e quei messaggi poche ore prima della strage

25 mag 2022

Roma, 25 maggio 2022 - Ha sparato e ucciso in maniera "terribile e incomprensibile". Salvador Rolando Ramos, l'autore della strage nella scuola del Texas, a Uvalde, era nato il 18 maggio 2004. Una settimana fa aveva compiuto 18 anni. E la prima cosa che aveva fatto era andare a comprare, legalmente, due fucili. Li ha probabilmente utilizzati per compiere la carneficina, insieme a una pistola semiautomatica. Ramos viene descritto fa familiari e amici come un ragazzo solitario, che da bambino veniva bullizzato a scuola per un problema di balbuzie e negli anni era diventato sempre più violento. Fino ad ammazzare almeno 21 persone: 19 erano bambini. La polizia l'ha ucciso mentre cercava di fuggire, ha spiegato la Cnn.

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Uscendo di casa per compiere il massacro, Salvador ha sparato alla nonna, colpendola alla testa. La donna aveva capito le intenzioni del nipote ed era fuggita in strada per chiedere aiuto. Non è stata risparmiata dalla follia omicida di Ramos. Il killer frequentava la scuola superiore locale, nello stesso distretto della Robb Elemantary. Lavorava da Wendy's, catena di ristoranti americana con un punto vendita non lontano dall'istituto teatro delle strage. "Era un tipo silenzioso, non diceva molto e non socializzava con altri dipendenti", riferisce il manager del locale Adrian Mendes. Ramos ha colpito in un'area prevalentemente di ispanici,  non lontano dal confine con il Messico. I suoi social sono pieni di pistole e armi da fuoco. Avrebbe agito da solo, ancora da chiarire il movente. 

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I messaggi

Poche ore prima di mettere in atto il suo piano di morte, ha inviato un messaggio criptico a una sconosciuta su Instagram nel quale affermava: "Sto per..". Sui social era conosciuto come 'salv8dor_'. Sul suo account, bloccato non appena è stato diffuso il suo nome, aveva pubblicato un selfie e altre foto di armi, di cui una con due fucili uno a fianco all'altro.

Quella frase, presagio del massacro, Ramos l'aveva inviata a 'epnupues', una ragazza sconosciuta che non vive neanche in Texas. Ramos l'aveva contattata il 12 maggio e le aveva detto di "ripostare" le foto delle sue pistole. Al messaggio "sto per..", inviato alle 5.43 del mattino di martedì, la ragazza aveva risposto: "Cosa?". Il killer le aveva risposto: "te lo dirò prima delle 11". Un'ora dopo le aveva scritto ancora: "Ho un piccolo segreto che voglio dirti". Il suo ultimo messaggio alla ragazza era stato alle 9.16. Sui social avrebbe anche accennato all'attacco, in maniera molto vaga.  "Ha suggerito che i bambini dovrebbero stare attenti", ha detto il senatore dello stato del Texas Roland Gutierrez.

I problemi con la madre

Sempre sui social, due mesi fa Ramos aveva pubblicato anche un video di una sua sfuriata contro la madre che voleva cacciarlo di casa. "Ha postato video su Instagram, c'era anche la polizia, lui urlava parolacce alla madre ed era molto aggressivo", racconta Nadia Reyes, una sua compagna di scuola.

E della situazione familiare di Ramos parla anche Ruben Flores, un vicino che insieme alla moglie aveva cercato di aiutare quel ragazzo senza padre "che aveva una vita piuttosto difficile con la madre". Lo invitavano a barbecue, a dormire a casa loro insieme a loro figlio. Ma un certo punto i problemi con la madre, che ha problemi di tossicodipendenza, sono diventati tali che il ragazzo si è trasferito a vivere dalla nonna che ieri è stata la prima vittima della follia di Ramos. 

Gli episodi di bullismo

I suoi compagni lo descrivono come un ragazzo che a scuola aveva sempre avuto problemi, preso in giro per il fatto che balbettava. "Veniva bullizzato da tanti, sui social media, sui giochi: era un ragazzo simpatico, timidissimo, doveva uscire dal guscio", racconta Stephen Garcia che si descrive come il migliore amico di Ramos alle medie.

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