New York, 1 settembre 2018 - Il film "First Man", incentrato su Neil Armstrong e sulla missione Apollo 11, è accusato negli Stati Uniti di non essere sufficientemente patriottico. La causa? Non si vede l'astronauta, interpretato da Ryan Gosling, fissare la bandiera "stelle e strisce" sulla Luna.

E' stato Marco Rubio, ex candidato alla nomination repubblicana alle elezioni presidenziali del 2016,a  guidare la "rivolta" contro il film, in uscita il 12 ottobre nelle sale americane e che ha aperto la mostra del Cinema di Venezia.

"È pura follia", ha scritto su Twitter il senatore dello stato della Florida a proposito dell'assenza della scena che mostra la bandiera in procinto di essere 'issata' sulla Luna. "E questo non è rendere un servizio a un'epoca dove c'è bisogno di ricordare al nostro popolo quello che possiamo raggiungere quando lavoriamo insieme".

E Rubio continua: "Gli americani hanno pagato per questa missione (Apollo 11), su razzi costruiti dagli americani, con una tecnologia americane e con a bordo astronauti americani. Non è una missione delle Nazioni Unite".

I figli di Neil Armstrong, Rick e Mark, non hanno tardato a reagire alla polemica nascente, in un comunicato congiunto con James Hansen, autore del libro " First Man" cui il film è ispirato. Si tratta secondo loro di una "storia umana e univerale", che non ha "nulla di anti-americano", "piuttosto il contrario". Il regista Damien Chazelle ha inoltre difeso il suo film, che ha aperto il festival di Venezia: "In ' First Man' mostro la bandiera americana sulla superficie lunare, ma il momento in cui è stata fissata fa parte di diversi episodi della missione Apollo 11 su cui ho scelto di non soffermarmi". Per "rispondere alla domanda di sapere se c'è un messaggio politico, la risposta è no", ha aggiunto.

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