Washington, 24 marzo 2019 - Non vi sono prove di un accordo o di un coordinamento tra lo staff elettorale di Donald Trump e Mosca nelle elezioni presidenziali del 2016. Così, dopo due anni di indagini, si conclude l'inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller sul cosiddetto Russiagate. Un rapporto di 33 pagine che costituisce una vittoria indiscutibile per il presidente americano che da mesi ripete la sua innocenza. 

Mueller non ha infatti riscontrato prove di collusione fra la campagna di Trump e la Russia. Per il super procuratore non ci sono prove "sufficienti" per accusare il presidente Usa di ostruzione alla giustizia. Ma allo stesso tempo il rapporto "non esonera" Trump, scrive il ministro della Giustizia Usa Barr nelle principali conclusioni sul rapporto inviate al Congresso. 

Dal rapporto emerge la "totale e completa assoluzione" di Trump, ha affermato la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders. Esulta anche il legale del tycoon, Rudolph Giuliani, che ha commentato: è "migliore di quanto mi aspettassi".

Ed ecco anche il tweet di Trump, che ha scritto: "Nessuna collusione, nessuna ostruzione, completa e totale assoluzione. MANTIENI GRANDE L'AMERICA!". 

Il presidente Usa poi ha continuato: "È una vergogna che il paese e che un presidente debbano passare attraverso una cosa simile". L'indagine del procuratore speciale è stata un "colpo illegale che è fallito".