6 mar 2022

Ucraina, le fabbriche riconvertite in armerie: "Qui prepariamo l’inferno per i russi"

A Leopoli si lavora per 12 ore al giorno: «È l’unico modo che abbiamo per fermare Putin»

salvatore garzillo
Esteri

L’odore di saldatura satura l’aria del magazzino, si attacca ai vestiti, il rumore è assordante. Nel suo ufficio Volodymyr sfoglia la grossa agenda sui cui segna i tanti impegni di lavoro. La sua fonderia nella periferia di Leopoli è famosa in Ucraina, le pagine sono fitte di commissioni anche dall’estero. Al giorno 24 febbraio c’è una parola segnata in rosso, poi più niente. «Guerra, ecco cosa c’è scritto».

Da quel giorno non è cambiata solo la sua vita, ma anche il suo lavoro. «In tempi di pace produciamo opere d’arte in metallo, sculture monumentali, oggetti di design. Ora i miei operai saldano pezzi di ferro per fare cavalli di Frisia, strisce chiodate, protezioni per i giubbotti antiproiettili. Tutto quello che può servire per combattere o almeno fermare i russi».

Lavorano 10-12 ore al giorno senza sosta anche se chiamarlo lavoro forse è sbagliato, perché qui si produce gratuitamente per la causa ucraina. È la loro forma di partecipazione alla resistenza.

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