26 feb 2022

"I russi in piazza contro guerra e regime. Il dissenso cresce anche al Cremlino"

L’analista Anna Zafesova: l’imperialismo di Putin scontenta il popolo, in otto anni sono aumentate le spese militari e i salari sono rimasti fermi

matteo massi
Esteri
epaselect epa09780139 Russian people watch a special televised address by Russian President Vladimir Putin about authorising a special military operation in the Ukrainian Donbass region in Moscow, Russia, 24 February 2022. Putin announced that the aim is to demilitarize and denazify Ukraine, as well as bring to justice those who committed numerous bloody crimes against civilians. Martial law has been introduced in Ukraine, and explosions are heard in many cities, including Kiev.  EPA/SERGEI ILNITSKY
Il presidente russo Vladimir Putin quando ha annunciato l'attacco in tv (Ansa)

Piazza, bella piazza. Quella di San Pietroburgo, la città di Vladimir Putin, che si riempie per protestare contro la guerra che lo zar ha voluto, è un segnale. Forte. Più soldati in Romania: ecco come l'Italia difende fianco est della Nato Luttwak: "Questo blitz sarà la tomba di Putin. Lo aspetta un nuovo Afghanistan" Un segnale che la Russia non sta tutta con Putin. E che soprattutto non vuole la guerra. "Che ci sia un dissenso nei confronti di Putin è evidente – racconta Anna Zafesova, collega, editorialista de La Stampa e analista esperta di Russia –. Le manifestazioni di un anno e mezzo fa, tutte represse, lo dimostrano. Ma non era scontato che la gente scendesse di nuovo in piazza: averlo fatto significa che c’è un sentimento popolare ben definito". I russi hanno più paura della guerra che di Putin? "Sì, hanno paura di questa guerra. A schierarsi apertamente contro l’invasione in Ucraina sono stati anche membri dell’apparato putiniano. Faccio un esempio: c’è un appello contro la guerra, firmato da giornalisti che seguono le attività del ministero degli Esteri. Elena Chernenko, corrispondente di Kommersant, si è fatta capofila di quest’appello e le è stata negata la possibilità di seguire i lavori del ministero degli Esteri. Stessa sorte per il conduttore tv Ivan Urgant, quello di ’Ciao’, che si è schierato contro la guerra e gli hanno bloccato lo spettacolo teatrale. Ci sono persone in questo momento, vicine al regime, che si stanno mettendo in gioco e rischiano".   Ma chi anima la protesta delle piazze? "Detto che in Russia ormai non esiste più opposizione, né la politica nei luoghi istituzionali. La protesta ha due anime: quelli che dicono che Putin ha sbagliato tutto, che è impazzito, che l’Ucraina non c’entra nulla e quelli che invece sono per il pacifismo ...

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